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	<title>IlBarba &#187; esteri</title>
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	<description>Nelle cose non dette risiede la menzogna</description>
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		<title>La sborona</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 08:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folo</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;oscar della Vergogna secondo il Corriere non dovrebbe essere assegnato a Silvio Berlusconi per l&#8217;ormai celebre gaffe pronunciata durante una conferenza stampa verso Sarkozy ma a Yann Barthes, il conduttore del programma che appunto sputtanava il nostro premier in prima serata.

Il Corriere insomma non ci stà, prende le parti dell&#8217;italianità. Non importa di tutte le sparate del nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.ilbarba.com/wp-content/uploads/2009/03/la_sborona1.jpg" alt="La Sborona" />L&#8217;oscar della Vergogna</strong> secondo il Corriere non dovrebbe essere assegnato a Silvio Berlusconi per l&#8217;ormai celebre gaffe pronunciata durante una conferenza stampa verso Sarkozy ma a Yann Barthes, il conduttore del programma che appunto sputtanava il nostro premier in prima serata.</p>
<p><span id="more-521"></span></p>
<p><strong>Il Corriere insomma non ci stà,</strong> <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/politica/09_marzo_04/berlusconi_video_gaffe_sarkozy_massimo_nava_86a694dc-0883-11de-af33-00144f02aabc.shtml">prende le parti dell&#8217;italianità</a>. Non importa di tutte le sparate del nostro Silvio perpetrate per quasi venti anni, e prontamente smentite ogni giorno dopo, quando cè in gioco l&#8217;onorabilità del paese tutto e sopratutto la deontologia del mestiere di giornalista non cè Berlusconi che tenga.</p>
<p><strong>Il Corriere è sicuro:</strong> analizzando l&#8217;audio si capisce benissimo che il premier non ha pronunciato la frase «C&#8217;est moi qui t&#8217;ai donné ta femme» alludendo alla nostrana Carla Bruni, bensì «Tu sais que j&#8217;ai etudiè à la Sorbonne» alludendo ai suoi studi, alla Sorbona appunto. </p>
<p><strong>Ma se l&#8217;etica per il Corriere </strong>fosse importante, la domanda fondamentale non sarebbe se &#8220;la parola «donna» può essere scambiata per Sorbona&#8221; bensì: il premier ha davvero studiato alla Sorbona come da anni ripete?</p>
<p><strong>Perchè se così non fosse</strong> la famosa frase di Andreotti che Massimo Nava cita «A pensare male si fa peccato, ma ci si azzecca» sarebbe ancora una volta vera, caro Corriere, dobbiamo quindi pensare male?</p>
<p><strong>Per inciso, no,</strong> Silvio Berlusconi non ha mai studiato alla Sorbona, ma sicuramente si è laureato a pieni voti alla Sborona. Il Corriere invece si limita a fare del pissing, fuori dal vaso.</p>
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		<title>L&#8217;orrore dall&#8217;inferno</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2009 11:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bass</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerrilla radio]]></category>
		<category><![CDATA[striscia di gaza]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio arrigoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre bambini morti, con gli occhi ancora socchiusi e le bocche spalancate, avvolti in grembiuli usa e getta, di quelli sterili che utilizzano i chirurghi. Una scatola colma di arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai ragazzini che avevano cercato riparo in una scuola delle Nazioni Unite. &#8220;Fingo una telefonata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.ilbarba.com/wp-content/uploads/2009/01/gaza.jpg" alt="gaza.jpg" />Tre bambini morti</strong>, con gli occhi ancora socchiusi e le bocche spalancate, avvolti in grembiuli usa e getta, di quelli sterili che utilizzano i chirurghi. Una scatola colma di arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai ragazzini che avevano cercato riparo in una scuola delle Nazioni Unite. &#8220;Fingo una telefonata urgente, mi congedo, in realtà però mi dirigo verso i bagni, mi piego in due e vomito&#8221;.</p>
<p><span id="more-459"></span></p>
<p><strong>E&#8217; troppo anche per Vittorio Arrigoni</strong>, 33 anni di Bulciago, abituato all&#8217;orrore che la guerra tra Israele e Palestina semina ogni giorno tra la popolazione inerme. Una testimonianza preziosa quella che il ragazzo, figlio del sindaco del paese Egidia Beretta, propone dal sito dall&#8217;emblematico nome Guerrilla Radio. Preziosa perchè raccontata da chi è sul posto, a Gaza City, nel cuore della battaglia, e quindi vera, non filtrata dai mezzi di informazione e interessi di parte. Ma anche perchè estremamente rara.</p>
<p><strong>E&#8217; infatti tra i pochi italiani</strong> rimasti in quella striscia di terra del Medio Oriente che simboleggia lo scontro tra culture diverse, ma anche il tentativo da parte di tanti, lui compreso, di trovare una soluzione. Vittorio Arrigoni, Utopia come si definisce su Facebook, è approdato in Palestina, in un campo profughi, nel 2003, dopo precedenti esperienze di volontariato in Russia, Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Croazia, Togo, Ghana e Tanzania, solo per citare alcuni luoghi.</p>
<p><strong>&#8220;Mi convinsi subito</strong> della necessità di attuare le migliori azioni di interposizione non violenta &#8211; spiega l&#8217;attivista &#8211; nel tentativo di frenare i ripetuti massacri dell&#8217;esercito che milita sotto la Stella di David ai danni di civili&#8221;. In pratica funge da scudo umano. L&#8217;anno scorso è stato arrestato per il suo impegno a favore dei diritti umani, o meglio sequestrato, dai militari di Tel Aviv. Una brutta esperienza che però non gli ha impedito prima di Natale di tornare in quello che ormai considera il suo posto, dove, ancora una volta, è divampata una vera e propria guerra.</p>
<p><strong>&#8220;Siamo già arrivati</strong> a quota 688 vittime, 3.070 i feriti, 158 bimbi uccisi, decine e decine i dispersi &#8211; racconta il 33enne &#8211; Solo ieri si sono registrati 83 morti, 80 dei quali civili. Il computo dei civili israeliane, fortunatamente, è fermo a 4&#8243;. Cifre comunque destinate a salire, perchè si spara ormai casa per casa. &#8220;Non lo sento direttamente da una settimana &#8211; riferisce la mamma &#8211; Per interposta persona so che è vivo. Spero che la fortuna continui ad assisterlo, perchè ad essa e solo ad essa è legata la sopravvivenza in quei luoghi&#8221;.</p>
<p><span style="font-size: 14pt; font-family: 'Times New Roman'"><a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1759">more info</a></span></p>
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		<title>Europa 7, ci pensa la commissione europea</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2008 08:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Folo</dc:creator>
				<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa 7]]></category>
		<category><![CDATA[Rete4]]></category>

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		<description><![CDATA[Assodato che l&#8217;Italia fa spallette a una sentenza della corte europea sul caso Europa 7, Bruxelles interviene nuovamente. 
La commissaria europea alla tutela della concorrenza, Neelie Kroes, risponde duramente a un&#8217;interrogazione dei nostri europarlamentari di sinistra che chiedono come si intenda procedere dinanzi alla non-applicazione della sentenza. Rete4 infatti continua a trasmettere abusivamente sulle frequenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilbarba.com/wp-content/uploads/2008/04/corte.gif" alt="corte.gif" />Assodato che l&#8217;Italia fa spallette a una sentenza della corte europea <a target="_blank" href="http://www.corriere.it/economia/08_gennaio_31/europa7_ue_28390bd0-cfdd-11dc-894a-0003ba99c667.shtml">sul caso Europa 7</a>, <strong>Bruxelles interviene nuovamente. </strong></p>
<p>La commissaria europea alla tutela della concorrenza, Neelie Kroes, risponde duramente a un&#8217;interrogazione dei nostri europarlamentari di sinistra che chiedono come si intenda procedere dinanzi alla non-applicazione della sentenza. <strong>Rete4 infatti continua a trasmettere abusivamente</strong> sulle frequenza date in concessione a Francesco di Stefano.</p>
<p><span id="more-162"></span></p>
<p><strong>E&#8217; semplice:</strong> dai primi di maggio lo stato italiano dovrà rispettare la sentenza altrimenti cè pronta per noi una nuova &#8220;procedura di infrazione&#8221; che si sommerebbe a quella già emessa per la legge Gasparri e che assieme potrebbe valerci un bel 5 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Non ci sono più scappatoie.</strong> Il governo di Berlusconi a quel termine non sarà ancora insediato, ma è possibile che la patata bollente gli venga passata direttamente in mano ad inizio governo: ci sarà da ridere.</p>
<p><strong>Come risponderà </strong>su questo test tutto europeo proprio sui suoi punti deboli? Spallette anche stavolta sul conflitto di interessi? Se sì, la pagheremo, e cara, noi ovviamente non lui. Vedremo se l&#8217;opposizione farà fronte comune assieme al sempre puntuale Antonio di Pietro e combinerà qualcosa di buono.</p>
<p><strong>Intanto il Berlusconi vincente in Italia cola a picco in Europa</strong> dove il titolo mediaset già perde punti davanti a questa mannaia, e manna, europea che piove dal cielo.</p>
<p>Ecco il testo del dispaccio:</p>
<p><em>“La sentenza della Corte di giustizia nella causa C-380/05 faceva seguito a una domanda di pronuncia pregiudiziale ai sensi dell&#8217;articolo 234 TCE, con cui il giudice nazionale del rinvio, il Consiglio di Stato italiano, poneva una serie di quesiti riguardo alla compatibilità con il diritto comunitario della normativa nazionale che disciplina il settore della radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri e, in particolare, del regime transitorio in favore delle reti esistenti.</em><em>Il Consiglio di Stato dovrà applicare l&#8217;interpretazione del diritto comunitario fornita dalla Corte di giustizia sui fatti della controversia in questione, che riguardano una richiesta di risarcimento del danno che la Centro Europa 7 sostiene di aver sofferto per il fatto che non le sono state assegnate, dai convenuti nella causa principale, le radiofrequenze terrestri in tecnica analogica necessarie per svolgere l’attività di diffusione di programmi radiotelevisivi.</em><em>Per quanto concerne la violazione delle direttive relative al nuovo quadro normativo per le reti e i servizi di comunicazione elettronica , la Commissione ha avviato nel luglio 2006 una procedura di infrazione contro l&#8217;Italia ai sensi dell&#8217;articolo 226 TCE, relativamente alla legislazione italiana che disciplina il passaggio dalla tecnica di trasmissione terrestre analogica a quella digitale . La Commissione ha portato avanti la procedura di infrazione notificando all&#8217;Italia, nel luglio 2007, un parere motivato ai sensi dell&#8217;articolo 226 TCE.</em><em>Pertanto, occupandosi delle disposizioni nazionali sopra citate nel contesto della procedura di infrazione ai sensi dell&#8217;articolo 226 TCE, la Commissione ha già intrapreso un&#8217;azione per porre termine alle violazioni e controllerà <strong>che la decisione della Corte di giustizia sia pienamente applicata dall&#8217;Italia”.</strong></em></p>
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