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	<title>IlBarba &#187; Butch</title>
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	<description>Nelle cose non dette risiede la menzogna</description>
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		<title>Got That Feeling!</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 09:49:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Butch</dc:creator>
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		<category><![CDATA[faith no more milano]]></category>
		<category><![CDATA[rock in idro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono band che valgono dieci minuti scarsi della tua attenzione. Band che arrivi nell&#8217;inferno del PalaSharp, non fai in tempo a bestemmiare per i cinque euro che ti chiedono per una birra che sembra piscio, entrare in sauna per un primo sopralluogo e renderti conto che la gente che sta là sul palco non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img src="http://www.ilbarba.com/wp-content/uploads/2009/06/barba3.jpg" alt="barba3.jpg" />Ci sono band</strong> che valgono dieci minuti scarsi della tua attenzione. Band che arrivi nell&#8217;inferno del PalaSharp, non fai in tempo a bestemmiare per i cinque euro che ti chiedono per una birra che sembra piscio, entrare in sauna per un primo sopralluogo e renderti conto che la gente che sta là sul palco non solo non ti comunica niente, ma ti mette addosso anche un senso di tristezza e di vuoto e di sdegno, per colpa del loro sound banale, monocorde, oltremodo noioso.</p>
<p><span id="more-609"></span></p>
<p><strong>Ci sono band</strong> che te che hai speso una cinquantella e ormai sei lì, dici che sì, vale la pena vederle dal vivo, in fondo hanno un nome noto e alcuni dischi alle spalle, hanno un sacco di fan che definire emo-dark potrebbe essere azzeccato e c&#8217;hanno pure una front-woman piuttosto sexy, che ha dalla sua una voce di tutto rispetto. Ci sono band, come i <strong>Lacuna Coil</strong> appunto, che ti riducono in polvere i gioielli di famiglia in meno di un quarto d&#8217;ora. Ti sembra di ascoltare un unico e monotono e lunghissimo brano, per niente trascinante, da sbadigli a scena aperta.</p>
<p><strong>Inizi a capire</strong> che la qualità musicale del festival è quella che è, inizi a trepidare per l&#8217;attesa dei pezzi da novanta, mentre ti scoli un&#8217;altra birra tanto per far passare il tempo più in fretta e per stordirti un pochettino, perchè sennò che razza di concerto rock è. Ci sono band che rivedi volentieri, vuoi per l&#8217;operazione nostalgia (reunion esclusiva per l&#8217;Italia, wow, che onore&#8230;), vuoi perchè dieci anni fa scarsi eri abituato a quel sound massiccio e vagamente funk, che nella peggiore delle ipotesi ti faceva saltare e slogarti il collo a forza di ballare, magari al RollingStones. Ci sono band che ti sono familiari e vicine, perchè quando il crossover imperava ed era di moda, chiunque si avvicinasse a quel genere contaminato lo prendevi in considerazione.</p>
<p><strong>Ci sono band</strong> come i <strong>Limp Bizkit</strong> dunque, che dici sì, spaccano ancora, sono puliti nell&#8217;esecuzione e ancora carismatici mentre suonano i loro pezzi che sembrano per l&#8217;appunto adatti ad una discoteca per teenager troppo piccoli per aver apprezzato il vero grunge, e abbastanza frivoli da indossare cappellini rossi e scarpe firmate. Insomma, non è che puoi odiare Fred o DJ-Lethal, è che quando li guardi e li ascolti, poi ti rendi conto di come una stagione fortunata di metal-hiphop e un paio di dischi decenti all&#8217;attivo (annoverarne tre, sinceramente, sarebbe troppo generoso) abbia concesso loro di riproporsi facilmente sulla scena con un live appena passabile, pigliarsi un sacco di soldi, e tornare in America a vivere di merchandising, droghe e ragazze facili.</p>
<p><strong>E poi ci sono band</strong> che lasciano il segno, che tracciano una linea di demarcazione netta, nettissima. Chiara per tutti. Ci sono band che annullano totalmente quelli che ci sono stati prima di loro su quel palco. Ci sono band che appena guadagnano la scena, ti rendi conto che i gruppi precedenti non sono nemmeno lontanamente degni di calcare lo stesso palcoscenico. Ma nemmeno di pisciare nella stessa latrina del back stage! Niente. Ci sono band come i <strong>Faith No More</strong> che si presentano dal vivo e te t&#8217;aspetti un&#8217;apocalisse di suoni violenti e distorti per scaldare il pubblico, e loro invece ti sorprendono con una cover di Reunited (direi non a caso) del duo Peaches and Herb, arrangiata con una classe ed una raffinatezza di tocco impareggiabili.</p>
<p><strong>Si presentano così</strong>, come i cavalli di razza che sono. Morbidi come la carezza di un guanto di velluto, devastantemente inarrestabili come un carro armato. Il messaggio che ti arriva dopo l&#8217;intro a sorpresa seguito da <em>The Real Thing</em> è proprio questo: nonostante la farsa di Mike che si presenta zoppicante con bastone da passeggio a sostenerlo, loro saranno pure invecchiati, ma restano sempre i migliori. La scaletta prevede due pezzi per disco fino a <em>King For a Day</em>, prima di rimescolare le carte in tavola. <em>Epic, Land Of Sunshine, The Gentle Art Of Making Enemies, Ashes To Ashes, Introduce Yourself, I Started A Joke, Caffeine, Be Aggressive, PokerFace</em> (sì, proprio quella della platinata icona usa e getta, l&#8217;ennesima divetta con la data di scadenza che Mike e soci hanno il tempo di prendere in giro) fino alla chicca, al regalo confezionato con cura per il pubblico italiano: <em>Evidence</em>, tradotta.</p>
<p><strong>Evidenza</strong>, che per stessa ammissione di Mike a fine brano &#8220;suonava un po&#8217; troppo alla Eros&#8221;. E in questa frase è racchiusa tutta la magia speciale che si merita il pubblico di Milano: gustarsi un pezzo completamente riscritto in italiano e sbellicarsi per i siparietti della rockstar Patton adottata dal belpaese. &#8220;Lasciateci dieci minuti di pausa che siamo vecchi, almeno per un grappino&#8221;. &#8220;Ma dov&#8217;è andato il batterista? A pisciare? O a farsi una sega? Segaiolo di merda!&#8221;. &#8220;Sono troppo vecchio per queste cazzate&#8221;. Vecchi per modo di dire, ma di certo non ancora troppo vecchi per dimostrare ampiamente di essere e animali da palcoscenico e musicisti unici: non sbagliano una nota, i passaggi della sezione ritmica sono accurati come da disco (qualcuno ha detto migliori?), la voce di Mike ha ancora la forza di un poderoso ruggito che ti fa ribollire il sangue nelle vene oltre ad essere, quando serve, calda e avvolgente.</p>
<p><strong>Strepitosi</strong>. Ci sono band che quando le senti hai voglia di ridere per la gioia e di piangere per la commozione. Di spaccare tutto quello che ti sta a tiro tanta è l&#8217;adrenalina che riescono a trasmetterti. E&#8217; talmente straripante l&#8217;energia con cui ti coinvolgono che Mike lo vorresti abbracciare e vorresti che per un giorno fosse tuo padre, tuo fratello maggiore, tuo cugino, o almeno il tuo buon amico con cui condividere qualcosa di più che un&#8217;ora e mezza di concerto live. Ci sono band che non ti stancheresti mai di ascoltare dal vivo e che qualsiasi pezzo ci sia in scaletta, rimani a bocca aperta con i brividi lungo la schiena a dire: &#8220;Che figata, fanno anche questa&#8221;. E&#8217; altrettanto vero che, a concerto finito, quando esci e torni a respirare, ripensi alle canzoni che purtroppo non hanno proposto e ti rammarichi perchè capisci che ti avrebbe accontentato soltanto un &#8211; <strong>Rock in Idro</strong> &#8211; coi Faith No More e basta.</p>
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		<title>Il suicidio artistico di Chris Cornell</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 13:02:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Butch</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[chris cornell]]></category>

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		<description><![CDATA[Una mattina della settimana scorsa stavo per uscire di casa e la mia chiavetta usb era tristemente vuota. Nell&#8217;era delle autoradio moderne portarsi in macchina i cd è decisamente scomodo, ma non sapevo cosa ascoltare e dovevo prendere in fretta una decisione perchè di sentire la radio, non se ne parla.
Voi tutti ben sapete come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilbarba.com/wp-content/uploads/2009/03/barba3.jpg" alt="barba3.jpg" /><strong>Una mattina della settimana</strong> scorsa stavo per uscire di casa e la mia chiavetta usb era tristemente vuota. Nell&#8217;era delle autoradio moderne portarsi in macchina i cd è decisamente scomodo, ma non sapevo cosa ascoltare e dovevo prendere in fretta una decisione perchè di sentire la radio, non se ne parla.</p>
<p><span id="more-540"></span><strong>Voi tutti ben sapete </strong>come una giornata possa partire col piede giusto a seconda della musica che scegliamo. Optare per gli Alice in Chains se ci aspetta una dura giornata lavorativa può portarci al suicidio verso la pausa pranzo. Sfondarsi le orecchie di metal pesante rischia di farci mandare a fare in culo il nostro capo al primo screzio (you&#8217;re full of shiiit!). Meglio quindi ammorbidirsi coi Sublime o essere pimpanti coi Franz Ferdinand, senza però lasciarci trasportare nel maelström dello scontato pop e finire per ascoltare musica troppo cretina, che disonorerebbe le nostre orecchie di raffinati intenditori.</p>
<p><strong>Mi capita fra le mani</strong> Euphoria Morning, by Chris Cornell. MilleNoveCentoNovantaNove. Cazzo santo, saranno dieci anni che non ascolto questo album? Mi ricordo che il singolo Can&#8217;t Change Me (<a href="http://www.deezer.com/track/931831">http://www.deezer.com/track/931831</a>) mi piaceva abbastanza, pur senza esaltarmi. Ero e sono ancora consapevole che il primo disco solista di Cornell aveva rappresentato il tragico e irreversibile inizio della fine, ma una nuova chance la si può dare a tutti, no? Salgo in macchina, infilo il ciddì, ascolto. Non è proprio da buttare nel cesso &#8217;sto disco in fondo. Sì, abbiamo tutti vomitato quando era uscito, perchè eravamo abiutati troppo bene coi SoundGarden. Le nostre orecchie erano dolcemente assuefatte al grunge. I suoni sporchi, grezzi, vicini al nostro stile e al nostro modo di essere. Il commento di tutti era stato (ad andarci leggeri): Cornell è diventato finocchio.</p>
<p><strong>Eppure la voce</strong> ancora c&#8217;è, la sto sentendo ora. Le melodie non sono banali (non tutte almeno). Preaching The End Of The World (<a href="http://www.deezer.com/track/931833">http://www.deezer.com/track/931833</a>) è coinvoglente. Semplice, ma non per forza scontata. Disappearing One (<a href="http://www.deezer.com/track/931840">http://www.deezer.com/track/931840</a>) è una ballata sui generis che mi ha fatto davvero pensare &#8211; non era comunque un pirla alle soglie del nuovo millenio, magari aveva smarrito l&#8217;ispirazione vera, ma dimostrava ancora un gusto musicale accettabile -. Arrivo al lavoro fischiettanto Flutter Girl (<a href="http://www.deezer.com/track/931832">http://www.deezer.com/track/931832</a>) e succede una cosa più che prevedibile: ho voglia di ascoltare Jesus Christ Pose (<a href="http://www.deezer.com/track/2173340">http://www.deezer.com/track/2173340</a>). Outshined (<a href="http://www.deezer.com/track/2173338">http://www.deezer.com/track/2173338</a>). Rusty Cage (<a href="http://www.deezer.com/track/2173337">http://www.deezer.com/track/2173337</a>). Let Me Drown (<a href="http://www.deezer.com/track/2504325">http://www.deezer.com/track/2504325</a>). Pretty Noose (<a href="http://www.deezer.com/track/1124303">http://www.deezer.com/track/1124303</a>). Ho una voglia matta di grunge. Quindi mi metto buonino davanti al pc, smazzo qualche mail, poi caffè, sigaretta e Youtube. Disgraziatamente non digito SoundGarden come avrei dovuto. Digito invece Chris Cornell.</p>
<p><strong>Orrore. Il primo video</strong> che mi viene proposto dall&#8217;algoritmo del motore di ricerca è il seguente: Chris Cornell &#8211; Part Of Me (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=XxTlTXqh4g4">http://www.youtube.com/watch?v=XxTlTXqh4g4</a>). San Juan? Portorico? Impossibile, deve essere una fake. Eppure quel ragazzone un po&#8217; cresciuto coi capelli lunghi che guarda queste baldracche sculettare davanti al suo tavolo con una base di sottofondo che mi sta facendo maldigerire la colazione, è proprio lui. Porca troia è davvero lui. Mi sento mancare. E&#8217; uno dei miti assoluti della mia adolescenza. Lui che canta un ritornello ripetitivo e nauseabondo. Lui che prende parte ad un videoclip più adatto a quella schiera di artisti di colore senza spessore, personalità nè decenza artistica. Figure per nulla disntinguibili ai miei occhi insomma, poichè troppo simili gli uni agli altri. Invece questo è Chris. Lui che sì, cazzo, è un pesce dannatamente fuor d&#8217;acqua a recitare questa parte da figo di legno, distante anni luce dal rocker che era.</p>
<p><strong>Lui che figo </strong>lo è ancora, senza dubbio. Lo stesso figo che in passato ha fatto vacillare la mia eterosessualità adesso è lì, in un videoclip che più merdoso non si può. Pessimo come la canzone. Disgustoso come la senza dubbio proficua e mercenaria collaborazione con Timbaland. Orribile come il suo sito ufficiale (<a href="http://www.chriscornell.com/">http://www.chriscornell.com</a>) che navigo in preda ad un morboso ed incontrollabile delirio autolesionista. Ci lamentavamo degli Audioslave? Confronto a quello che fa ORA Cornell quel disco, almeno il primo, è un fottuto capolavoro da consegnare alla storia del Rock. Ci lamentavamo di You Know My Name (<a href="http://www.deezer.com/track/1100395">http://www.deezer.com/track/1100395</a>), colonna sonora di 007 &#8211; Casino Royale? Ci lamentavamo di&#8230; cosa? L&#8217;evoluzione artistica di un cantante o di una band spesso sconfina nel mediocre, è vero. Molti artisti si appiattiscono, fanno dischi che la critica bolla come &#8211; ennesime tracce senz&#8217;anima -. Alcuni mantengono il loro stile trito e ritrito, in onore di una stucchevole coerenza, vera o presunta che sia. Vedi i recenti Ac/Dc per esempio, ma come biasimarli se al loro pubblico piacciono ancora?</p>
<p><strong>Altre band hanno </strong>vertiginosi alti e bassi, leggi Metallica e U2. Altri, semplicemente, appendono gli stumenti al chiodo e si ritirano, lasciando un ottimo ricordo e rimanendo nella storia con quello che di egregio hanno fatto, salvo riapparire vecchierelli per una reunion o per una qualche collaborazione più o meno discutibile. Tanto perchè, pure figli e nipoti, hanno da magnà. Ma tu Chris no. Non dovevi farlo. Tu che sei stato anima pulsante dei Temple Of The Dog (<a href="http://www.deezer.com/track/2113532">http://www.deezer.com/track/2113532</a>) per tributare con Eddie Vedder l&#8217;ultimo saluto ad Andy Wood (ho appena avuto un brivido ascoltando Hunger Strike, giuro). Tu che hai scritto la storia della musica americana dei primi anni novanta e che sei stato catalogato come grunge solo per il periodo e per la cricca di band nate in quel periodo. Tu, che il grunge coi tuoi SoundGarden, non lo suonavi per davvero. Coi vostri tempi dispari e coi vostri arrangiamenti geniali. Coi vostri testi immortali. Col vostro sound inimitabile. Con la tua voce incredibile. Cos&#8217;è, per mantenere i tuoi tre figli e tua moglie, non ti basta il ristorante a Parigi? Non ti basta fare il fighetto per la linea d&#8217;abbigliamento modaiola?</p>
<p><strong>No. Dovevi proprio andare a San Juan</strong> con Timbaland a cantare in mezzo ad un gruppo di ancheggianti puttane. Ma qui di zoccola ce n&#8217;è soltanto una. E quella sei proprio tu.</p>
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		<title>Eelst: Studentessi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 09:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Butch</dc:creator>
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		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[elio e le storie tese]]></category>
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		<description><![CDATA[Come il vino pregiato, migliorano invecchiando. E&#8217; un dato di fatto inequivocabile, che le orecchie dei fans di vecchia data non possono ignorare. Non è facile far ridere, ancora, dopo quasi vent&#8217;anni di carriera. Loro ce la fanno, e alla grande.
Non è nemmeno semplice migliorarsi tecnicamente, disco dopo disco. Loro hanno ampiamente dimostrato di saperlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilbarba.com/wp-content/uploads/2008/04/elio.jpg" alt="elio.jpg" />Come il vino pregiato, migliorano invecchiando. E&#8217; un dato di fatto inequivocabile, che le orecchie dei fans di vecchia data non possono ignorare. Non è facile far ridere, ancora, dopo quasi vent&#8217;anni di carriera. Loro ce la fanno, e alla grande.</p>
<p><span id="more-132"></span>Non è nemmeno semplice migliorarsi tecnicamente, disco dopo disco. Loro hanno ampiamente dimostrato di saperlo fare, col passare del tempo. Altro che Pooh, tanto per avere un termine di paragone. Alludo a <strong>Elio e le Storie Tese</strong> e al loro ultimo lavoro, &#8220;<strong>Studentessi</strong>&#8220;, un&#8217;album di 22 tracce che spazia <strong>dal rock al death metal, dal prog al country</strong>. Una vera, ennesima, attesissima chicca.</p>
<p>Ancora una volta i brani sono impreziositi da collaborazioni illustri. <strong>Antonella Ruggero</strong> in &#8220;<strong>Plafone</strong>&#8220;, dimostra di essere una delle migliori interpreti italiane di sempre. Segue a ruota <strong>Giorgia</strong>, che duetta con Elio in &#8220;<strong>Ignudi fra i nudisti</strong>&#8220;, cioè l&#8217;eterno dilemma estivo che attanaglia le coppie, mare o montagna? C&#8217;è poi <strong>Irene Grandi</strong>, che in &#8220;<strong>Heavy Samba</strong>&#8221; sfoggia una voce da rocker consumata mai sentita prima. <strong>Claudio Bisio</strong> affianca Elio in &#8220;<strong>La Lega dell&#8217;amore</strong>&#8220;, già proposta nello spettacolo live &#8220;<strong>Coesi se vi pare&#8221;.</strong> Last but not least <strong>Claudio Baglioni</strong>, commovente nei vari interventi di &#8220;<strong>Effetto memoria</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;album si propone anche come costante tributo ai trascorsi della musica italiana: citazioni da &#8220;<strong>Piccola e Fragile</strong>&#8221; di <strong>Drupi</strong>, &#8220;<strong>Chi non lavora, non fa l&#8217;amore</strong>&#8221; di <strong>Adriano Celentano</strong> e <strong>Claudia Mori</strong>, &#8220;<strong>Mamma, solo per te la mia canzone vola</strong>&#8220;, di <strong>Beniamino Gigli</strong>. Il disco collega con un filo sottile e nostalgico  la mai dimenticata &#8220;<strong>Silos</strong>&#8220;, la più recente &#8220;<strong>Milza</strong>&#8220;, e l&#8217;attuale &#8220;<strong>Convegno delle parti molli</strong>&#8220;, ulteriore parodia sul corpo umano. Niente male come evoluzione, se pensiamo che Elio e le Storie Tese hanno cominciato a farci ridere proponendoci pezzi come &#8220;<strong>Clistere</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Bidet</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Tenia</strong>&#8221; e &#8220;<strong>Orrendi Nei</strong>&#8220;. Forse la provocazione di voler dare al &#8220;<strong>Buco del membro</strong>&#8221; il comando del corpo umano, non è altro che una velata allusione alle troppe teste di cazzo che popolano il mondo, oggigiorno?</p>
<p>Il loro vero punto di forza è dire sempre la verità. Riescono ancora a pescare nella tradizione milanese (avete presente quella pura? Ecco, quella più pura&#8230;) per sfornare ad esempio l&#8217;ormai celeberrima &#8220;<strong>Parco Sempione</strong>&#8220;.  Chi non ha mai avuto un&#8217;amico in gamba con le percussioni? E chi invece ha sempre tollerato a fatica l&#8217;orda di amici totalmente incapaci di suonare decentemente i bonghi, che finiscono per essere solo e soltanto fastidiosi? Elio e le Storie Tese sono vincenti e sempreverdi proprio per questo motivo.</p>
<p>&#8220;<strong>Gargaroz</strong>&#8221; ad esempio, ripercorre l&#8217;arcinoto calvario delle migliaia di operazioni alle tonsille subite dai bimbi, irretiti con un gelatino al limone. Concetti, vicende, esperienze, che sono sempre stati patrimonio di tutti noi. Sempre in &#8220;Gargaroz&#8221;, viene citato lo Squalo di Spielberg. Non dite che anche a voi, almeno una volta, è stato rovinato il piacere del bagno dallo spauracchio Jaws. La Band non lesina nemmeno frecciatine sarcastiche ai personaggi che ripudia, che reputa stupidi, superflui e superficiali, adatti solo ai problematici adolescenti moderni.</p>
<p>Sbellicatevi dalle risate con la parodia del protagonista di &#8220;<strong>Amici</strong>&#8221; di Maria De Filippi: un tripudio di idiozie che destabilizzano il format più penoso (ma più seguito, brrr&#8230;) dell&#8217;ultimo decennio televisivo. Da citare anche il &#8220;<strong>Mignotto</strong>&#8221; di &#8220;<strong>Buco Nero Supermassicio</strong>&#8221; (caricatura di &#8220;SuperMassive Black Hole&#8221; dei The Muse) che ha come ideali di vita la caipirinha, Brian &amp; Garrison, l&#8217;isola dei famosi e le ascelle puzzolenti.</p>
<p>Studentessi è davvero un&#8217;album completo e ottimamente riuscito, sotto tutti i punti di vista. Confezionato e curato alla perfezione, richiede solo pochi ascolti per essere apprezzato e cominciare così ad essere letteralmente consumato. Ascoltare per credere. Un mio amico storico mi ha detto che <strong>lunedì 14 Aprile c&#8217;è il concerto al Rolling Stones</strong>. Ci vediamo là. E naturalmente, Forza Panino.</p>
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