culture
Il caffè sospeso
ottobre 21st, 2008 · 3 Commenti » by Angi
“A Napoli quando una persona è felice, invece di pagare un caffè ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo.
E’ come offrire un caffè al resto del mondo…”
“A Napoli quando una persona è felice, invece di pagare un caffè ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo.
E’ come offrire un caffè al resto del mondo…”

“E come sempre dopo ogni mostra il periodo di crisi, io sono irrequieto, mai fermo e questa continua ricerca di qualcosa di irraggiungibile, mi porta a questo divagare, ancora non ho raggiunto quella quiete tanto desiderata e ormai necessaria per un uomo della mia età. La mia scoperta è stata il buco: io sono contento anche di morire dopo quella scoperta quando faccio un buco, ho bisogno di molta concentrazione, solo quando mi sento in forma parto, è raro che sciupi una tela”

“Nonna conobbe il Reduce nell’autunno del 1950.
Arrivava da Cagliari per la prima volta in Continente.
Doveva compiere quarant’anni, senza bambini perché su mali de is perdas glieli faceva sempre abortire nei primi mesi.
Si era sposata tardi, dopo i bombardamenti degli Americani su Cagliari, e a quei tempi avere trent’anni senza ancora sistemazione era come essere già un po’ zitella.”
Milena Agus
Il secondo romanzo di Milena Agus, racconta la storia di una donna, del suo matrimonio e del suo amore extraconiugale per il Reduce.

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi.
