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Bombe a Erba, ma non è successo niente

marzo 25th, 2010 · 2 Commenti » by Bass

Esplodono due bombe che sbriciolano l’ingresso di due discoteche a Erba a due minuti di distanza l’una dall’altra in piena notte. Una chiara intimidazione, un avvertimento, una vendetta o qualcosa di simile. Comunque un gesto grave che dovrebbe suscitare qualche preoccupazione, soprattutto perchè prima di questo episodio non si era mai visto niente di simile nella cittadina dell’Alta Brianza.

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‘ndrangheta di casa

marzo 25th, 2010 · Nessun commento » by Bass

Per  capire l’intreccio mafioso che regola alcuni rapporti economici e familiari dalle parti di Como e Lecco vi segnaliamo qui un prezioso resoconto raccolto da Duccio Facchini e Qui Lecco Libera nell’ultimo post pubblicato sul blog.  ‘Ndrine, attentati e gravi fatti di sangue raccontati attraverso la biografia di Angelo Siriani “nato a Petronà nel maggio del 1955, è stato imputato e condannato a 12 anni in primo grado nell’ambito del processo Oversize in quanto parte della “Maggiore” (‘ndrina di riferimento per quelle meno influenti, dette “minori”), soggetto attivo nelle operazioni di affiliazione e promozione di nuovi adepti, cervello “delle attività delinquenziali più importanti quali il compimento di attentati e di gravi fatti di sangue” oltreché del “controllo in genere delle attività economiche del territorio”.

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L’arte di strisciare

marzo 19th, 2010 · 1 Commento » by Bass

L’Arte di strisciare, Nadia Urbinati, La Repubblica del 18 marzo:

“[...] Scriveva un grande filosofo e politico del Settecento che il dispotismo di un uomo solo esiste soltanto nell’immaginazione degli ingenui. Il dispotismo ha bisogno di un certo numero di persone che siano per libera volontà o costrizione disposti a mettersi al servizio completo, giorno e notte, anima e corpo, del despota. Senza di che non ci può essere dispotismo alcuno. [...]

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Meglio non parlare di mafia parte II

marzo 18th, 2010 · Nessun commento » by Bass

Evidentemente la cultura dell’illegalità promossa dalla destra italiana sta dando i suoi frutti anche all’estero. La scritta “No Mafia” che portavano sulla maglietta gli ottanta studenti dell’università degli studi di Palermo che  sono stati lasciati fuori dal parlamento europeo è considerata una scritta politica e per questo sono stati respinti. I giovani erano chiamati a partecipare a un confronto sulle mafie e la criminalità transnazionale. “Qui dentro c’è per caso qualcuno che non condivide questa scritta?”, hanno chiesto gli studenti.