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Fratelli di sangue

febbraio 18th, 2010 · by Bass

fratelli di sangueLa strage di Duisburg e le rotte internazionali del narcotraffico: in “Fratelli di sangue” (Strade blu)  Nicola Grattieri, uno dei magistrati più esposti nella lotta alla ‘ndragheta, con lo storico Antonio Nicaso,  racconta la mafia più potente e più invisibile del mondo. Talmente invisibile da essere entrata nel tessutto socio-economico delle nostre città. Se comprate un pezzo di cocaina probabilmente avete a che fare con l’ndrangheta e con la stessa facilità anche se vi fate una pizza in un qualsiasi take away.  

Ecco alcuni punti dell’analisi di Gratteri:

 “Oggi, grazie soprattutto al traffico di droga, il fatturato della ‘ndrangheta si attesterebbe attorno al 2,9 per cento del Pil nazionale, più della ricchezza prodotta da una paese produttore di petrolio come il Qatar”. “In Calabria non c’è mai stato un capo di tutti i capi, sul modello di Cosa Nostra….Tutto ciò ha influito sullo stesso sviluppo della ‘ndrangheta, che è nata come struttura orizzontale, fortemente radicata nel territorio, e priva di un comando unico”. “Nel rapporto tra affiliati ai clan  e popolazione, la densità criminale in Calabria è pari al 27%, contro il 12% della Campagna, il 10% della Sicilia e il 2% della Puglia….attorno a questi gruppi ruotano, da sempre, migliaia di “colletti bianchi”, molti dei quali insospettabili”.  “Per costruire la Salerno-Reggio Calabria, dal 1963 al 1974, è stata spesa una somma che oggi corrisponderebbe a circa 5,6 milioni di euro al chilometro. Per ammodernarla di anni ne serviranno 14 (dal 1998 al 2012) e si spenderanno 20,3 milioni al chilometro, cioè 9 miliardi di euro”. “Dagli anni Sessanta in poi è cambiato tutto. (l’ndrangheta) si è estesa via via nel Centro e nel Norditalia, grazie anche alla misura del soggiorno obbligato che consentiva di allontanare i mafiosi dai luoghi di residenza. Seguendo la catena migratoria di miolini di calabresi onesti e laboriosi, le ‘ndrine sono riuscite a insediarsi anche all’estero”.  “Nel 1983 Ciccio Mancuso, l’allora boss dell’omonimo clan vinse le elezioni comunali, nonostante fosse latitante da due anni. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini sciolse immediatamente il Consiglio comunale”. 

Ecco perchè l’ndrangheta ci riguarda così da vicino:

 “La Lombardia è la regione che più di ogni altra oggi dà l’idea del dinamismo imprenditoriale della ‘ndrangheta. Qui le ‘ndrine sono riuscite perfettamente a clonarsi, senza rinunciare a nessunadelle loro caratteristiche, trasformando Milano in una delle centrali europee della cocaina”. “E’ una criminalità che si insinua, come spiega il Pm Laura Barbaini, in ipermercati, imprese di movimento terra, aziende edili, ditte che si occupano di fornitura cibo, come l’Ortomercato, società immobiliari, aziende che forniscono bodyguard alle discoteche. E’ una criminalità che s’ingrossa, si rafforza, s’espande avida, vogliosa e ricca”. “A Milano e nel suo hinterland le cosche più importanti sono originarie della Locride e del Reggino (Pesce, Mazzaferro, Paviglianiti, Pangallo, Barbaro, Branca, Crisafulli, Falchi, Paviglianiti, Pangallo, Barbaro, Branca, Crisafulli, Papalia, Criaco e Morabito)”. “La stessa famiglia De Stefano si è ulteriormente rafforzata nel 1992, dopo il matrimonio tra il figlio di Paolo De Stefano e la figlia di Franco Coco Trovato, uno dei boss più potenti della ‘ndrangheta in Lombardia”.”Per quanto riguarda le province di Como e Varese, gli inquirenti hanno più volte segnalato la presenza delle cosche Mazzaferro, Gattini, De Stefano (quest’ultima capeggiata da Franco Coco-Trovato) dedite prevalentemente al traffico di sostanze stupefacenti da e verso Milano”. “In Brianza le cosche calabresi, oltre ai reati tipici, sonocoinvolte dell’intermediazione immobiliare e finanziaria e nella conduzionedi imprese nel comparto della ristorazione”. 

La minaccia ambientale:

(Liguria) “In questo territorio i proventi del traffico di droga sono stati investiti soprattutto nel settore delle costruzioni. Secono l’Istat, in quindici anni, dal 1990 al 2005, il territorio non invaso dal cemento è passato da 249.000 ettari a 135.570 con una riduzione del 45,5%. In pratica la metà delle zone libere è stata cementificata”. 

La mafia più potente nel mondo:

“In America latina, la mafia calabrese, da tempo ha spostato il baricentro delle proprie attività. Oggi gode di rapportiprivilegiati e diretti con i produttori e trafficanti di cocaina in Perù, Bolivia, Cile, Brasile, Argenitna, Uruguay, Paraguay, Venezuela, Bolivia e Colombia”. “Molto meglio dei governi nazionali e delle rispettive polizie, la ‘ndrangheta ha già realizzato e messo a frutto l’unione europea”.  “In Italia con sempre maggiore evidenza, sembra che la forza delle mafie sia proporzionale alla debolezza della politica. Una politica che, con inquietante perseveranza, mostra di essere, al pari delle mafie, più sensibile alle logiche del clan e dell’appartenenza che non aquelle del merito”.

da Fratelli di sangue di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

by Bass

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