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I comaschi e le loro paure
gennaio 11th, 2010 · by Bass
“Non parlateci di terrorismo. In Italia c’è la mafia”. Non poteva essere più chiaro di così il portavoce della comunità islamica di Como El Sisi all’indomani delle polemiche che si sono scatenate sull’apertura del centro culturale islamico di Camerlata. Il Comune ha perso la sua battaglia contro gli islamici, costretti da anni a ritrovarsi sui marciapiedi e nei parcheggi della città.
I tentativi di bloccare il progetto di un nuovo centro culturale sono falliti e al centrodestra non resta che alimentare il fuoco delle polemiche interpellando i residenti, attraverso la televisione locale sempre pronta a diffondere timori e paura, spaventati dall’arrivo dei barbuti. E come spesso accade quando si parla di stranieri e Islam la diffidenza è sempre grande fra i comaschi. I politici locali preferiscono concentrare la loro propaganda sulla guerra all’Islam e sul terrorismo, vero fumo negli occhi, piuttosto che parlare dei veri problemi del territorio. Per esempio la mafia, come ha ricordato El Sisi.
Con una forte presenza dell’ndrangheta il Comasco è uno dei territorio dove la mafia “del nord” fa più affari. Come racconta Nicola Grattieri, uno dei magistrati più esposti nella lotta all’ndrangheta, “in provincia di Como sono attive le cosche calabresi dedite prevalentemente al traffico di sostenze stupefacenti da e verso Milano”. “A Campione d’Italia è stata accertata la presenza di calabresi, in maggioranza pregiudicati, coinvolti nel prestito di denaro e cambio di valuta”. “In Brianza le cosche calabresi, oltre ai reati tipici, sono coinvolte nell’intermediazione immobiliare finanziaria e nella conduzione delle imprese nel comparto della ristorazione”. Questo i politici locali non lo diranno mai ai loro elettori perchè è tutta “cosa nostra” e gli stranieri “purtroppo” non c’entrano.

#1. Anonimo scrive:
Ma chi e’ sto CoSang ?
Non si potrebbe mettere un video di Marco Carta ? Che e’ bravo e bello ? Mica come sti cinesi !!!!