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La via dell’Ospitalità

gennaio 8th, 2010 · by Bass

barbaA Verderio Superiore c’è una nuova via. Si chiama via dell’Ospitalità ed è dove risiedono i senza tetto e i senza fissa dimora. Non si tratta di una strada fisica, reale, piuttosto di un luogo virtuale. Non è  una presa in giro per chi purtroppo non possiede una casa né un tetto, ma un modo per  attribuire una residenza ai senzatetto, se pure fittizia, in modo che possano pure accedere a bandi pubblici e beneficiare di servizi per i quali è indispensabile indicare un recapito.

I numeri civici verranno attribuiti in ordine progressivo man mano che le persone senza domicilio si presenteranno ai funzionari dell’anagrafe. L’Amministrazione comunale del paese ha provveduto a varare un’apposita delibera con cui non solo si istituisce l’«area di circolazione territorialmente non esistente», come recita il documento, ma la si intitola pure come via dell’Ospitalità appunto. Il nome richiama le finalità dell’iniziativa, ma vuole essere pure un augurio e un buon auspicio per coloro che purtroppo non hanno un posto per vivere, che sono tanti, specialmente in questo momento.

Ritorniamo con una bella notizia, la prima dell’anno per ILBARBA, sperando che iniziative come questa, che dimostrano sensibilità verso coloro che sono in difficoltà, superino idee come  quelle del white christmas, della cittadinanza a chi dimostra di avere un reddito, dei muri che dividono “noi” da “loro”, dei bimbi cacciati dai campi nomadi e tutto ciò che istiga alla discriminazione.

by Bass


7 Commenti

  • gennaio 9th, 2010
  • #1. scinti scrive:

    Meno male, ancora qualcuno con la famosa pietas cristiana con cui tutti, prima si lavano la bocca e poi si sciacquano le palle!!!
    L’italia è diventata razzista!!! :-(

  • gennaio 9th, 2010
  • #2. alfonso nonimo scrive:

    il mondo è sempre stato razzista

  • gennaio 10th, 2010
  • #3. Anonimo scrive:

    …l’Italia è sempre stata razzista

  • gennaio 10th, 2010
  • #4. alfonso nonimo scrive:

    perché solo l’italia? siete dei razzisti del razzismo

  • gennaio 10th, 2010
  • #5. Anonimo scrive:

    Non solo l’ Italia, ma in Italia è dilagante.
    Basta leggere i giornali dell’ultimo anno per vedere la crescita esponenziale dell’intolleranza verso qualsiasi forma di diversità.
    L’Italiano medio, istruito fin da piccolo dalla nostra amata tv, resta ottuso e chiuso nelle proprie convinzioni, che di tollerante mi sembra abbiano ben poco.

  • gennaio 10th, 2010
  • #6. alfonso nonimo scrive:

    mah io sono giovane e parlo per sentito dire, ma la mia impressione è che ora si dica ad alta voce quello che prima si sussurrava. e se c’è un aumento del razzismo penso che sia dovuto anche al fatto che al giorno d’oggi gli stranieri ci sono mentre prima (quando non gli italiani non erano razzisti, e allora i terroni di cosa si lamentavano?) no

  • gennaio 11th, 2010
  • #7. Senza parole scrive:

    è la tranquillità con cui disquisisci di razzismo, caro giovane Alfonso, dietro ad un monitor, che dovrebbe darti da pensare al concetto di razzismo.

    Certo, negli anni novanta ce l’avevano con i teroni, e giù il popolino bue a far i coretti del “senti che puzza…”. Ma le persone civili schifavano quel popoletto bue, lo disprezzavano perchè, giustamente, becero ed ignorante.

    Ad oggi, quel popoletto bue è aumentato parecchio, la presa sulla pancia si è fatta più intrigante, è cambiato l’oggetto dell’accusa (non più i teroni, ma i negri), indubbiamente più lontano alla conoscenza e quindi più facile da odiare e da farne capro espiatorio.

    Non si tratta di mutare il sussurro in una voce più alta, c’è ben altro. E ci vorrebbero oggi tanti ragazzi che invece di ragionare per il sentito dire, cominciassero a ragionare con il cervello.

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