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Por mi abuela
luglio 16th, 2009 · by Ge
Liliana oggi ha trent’anni. Forse. Mariano lo levarono sotto la dittatura di Videla, assai prima della caduta finale delle Malvinas. Era uno dei pochi rimasti della Izquerda, nella morte sognava la vita. Non era mai riuscito ad usare un’arma, era tra i sovversivi, ma nel reclutamento.
Volantini. Uno squadrone della notte lo sorprese a casa dei genitori, all’oscuro di tutto. Morì gridando ogni tre secondi e per tre ore, scariche elettriche intervallate da annegamenti nel piscio. Le sue grida furono riconosciute dalla moglie, rapita anch’essa il giorno seguente nello stesso centro clandestio dal nome altisonante e innocente, Olimpia magari, i torturatori erano divinità.
Era una maestra, esattamente come sua sorella poi torturata e assassinata, che con la politica centrava esattamente come il calcio e la figa, disse suo marito. Bastava un amicizia vaga. Lei però era incinta e la guerra sporca contro i rivoluzionari non era guerra contro i bambini. Le spaccarono semplicemente le gambe, la nutrirono, le accostarono un medico hitleriano perchè le sevizie non la portassero alla morte, sopportazione del dolore.
Con l’ordine del costante silenzio, con un cappuccio nero sempre addosso. Partorì in un campo clandestino di torture, uno dei tanti, su di un tavolo unto di sterco perchè ai miliziani non manca il senso dell’ironia e dell’abominio. Un pupo era un buon affare: per venderlo, per farlo schiavo, per offrirlo a coppie impotenti e magari ad ufficiali. Gli stessi aguzzini dei veri genitori. Gli stessi che oggi sono candidati e governanti argentini. Cancellando ogni identità, facendo sparire ogni passato, certificato e nuovo nome.
Nuovi sani e cristiani genitori avrebbero saputo meglio crescere bimbi di merdaioli anti regime. Il regime che nacque dal socialismo dittatoriale del peronismo e che vide perfino i Montoneros suoi acerrimi rivali. Poi il “trasferimento”, sparizione del corpo, in mare, in fosse N.N, da un aereo, con un buco in pancia magari per occultare il parto.
La “Buona Aria” non ha polmoni per ricordare tante storie simili nell’horror tour che ha fatto scuola in mezzo mondo. Le Nonne, le madri, spesso ignari nipoti, hanno avuto però il coraggio di non dimenticare, di non perdonare, di cercare verità nascoste da quell’ingiuria. Fazzoletti bianchi in testa. Anche quando risorta e difficile democrazia ha concesso indulto per simili carogne.
Liliana, come tante, è oggi una donna ignara del suo passato ed oggi ancora una vecchina ingobbita dal dolore e dalla rabbia la cerca, magari in qualche fossa, magari ancora per poco, contro ogni manganellata subita in Plaza de Mayo, contro ogni tribunale che alza le spalle. Una rosa e un tango alle migliori donne del mondo. Tantissimi italiani sono scomparsi sotto quella dittatura.
Le nostre radici emigranti lo raccontano, la P2 e il soglio pontificio hanno elargito aiuto e supporto a quello sterminio barbaro, i nostri processi non hanno saputo fare giustizia e forse tra di noi si nascondono liliane.
Bibliografie consigliate. Carlotto: Le Irregolari. Elsa Osorio: I Vent’anni di Luz.

#1. . scrive:
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