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Wall street parte III: il cunicolo
giugno 23rd, 2009 · by Bass
Il capo di imputazione è il 416bis (associazione di stampo mafioso): all’alba di ieri le manette sono scattate ai polsi di 6 affiliati al clan Coco Trovato, venti le ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti affiliati al clan: un altro colpo all’Ndrangheta lecchese. Traffico di droga e di armi, estorsioni, tentati omicidi sono alcuni dei capi di imputazioni del filone che, nel 2006, aveva smascherato gli intrecci della mafia nel lecchese.
Uno di loro si stava preparando ad una fuga in grande stile, utilizzando i metodi propri della mafia calabrese: un cunicolo nelle pareti dell’abitazione, nascosto dietro un pesante armadio e camuffato con un doppio fondo. Le intercettazioni ambientali e telefoniche hanno però messo in guardia gli inquirenti che, dopo avere esaminato tutte le prove in loro possesso, hanno chiesto al giudice un ripristino delle misure cautelari, ormai scadute per decorrenza dei termini.
A portare a questo provvedimento sono state le intercettazioni messe in atto prima delle sentenze di marzo quando Giuseppe Elia, classe 1951 di Olgiate Molgora, domiciliato a Calolziocorte appartenente a un ramo della ‘ndrangheta maggiore dei Coco Trovato. Proprio lui stava attrezzando un cunicolo nelle pareti della sua abitazione. Ci stava mettendo pure i lettini. Già condannato a 12 anni, il suo compito era quello di recuperare soldi per “mantenere” latitanti e detenuti
A quel punto gli investigatori hanno intuito che ci fossero seri pericoli di fuga per Elia considerato membro della «maggiore» (corrispettivo della cupola mafiosa), una struttura collegiale all’interno del clan in cui si prendevano le decisioni importanti per la famiglia: affiliazioni, strategie, sostegno ai latitanti e investimenti.

#1. Io scrive:
Compimenti Chicco per il pezzo, e grazie per averci tenuto aggiornati su questa storiaccia nostrana.