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Falsi Made in Italy venduti ai cinesi
maggio 18th, 2009 · by Bass
Falsari italiani che vendono a commercianti cinesi: è questa l’ultima frontiera del ricco mercato illegale della contraffazione. Produzione e smercio di marchi «taroccati» delle più note griffe della moda internazionale sono stati scoperti dal Gruppo della guardia di finanza di Milano che hanno denunciato per contraffazione e ricettazione tre insospettabili artigiani con piccole ma ben avviate attività in provincia di Como e Biella e un recidivo commerciante di origine cinese che nel suo negozio vendeva una piccola parte del «bottino» sequestrato.
Merce che sul mercato ha un valore che si aggira intorno ai due milioni di euro. I marchi infatti erano Dior, YSL, Luis Vuitton, Armani, Chanel, Gucci e Versace. Nell’operazione sono state sequestrate 370 mila sciarpe e foulard oltre a 8,4 chilometri di stoffa. Questa volta ad avere il ruolo di protagonisti erano proprio gli imprenditori italiani che producevano e distribuivano all’ingrosso i falsi che poi finivano nei negozi della «Chinatown» milanese per essere rivenduti.
L’operaizone delle fiamme gialle, denominata «Primavera», rivela la centralità degli italiani nella produzione del «falso».
Con un inversione di tendenza rispetto a quello che avviene solitamente con «schiavi» cinesi stipati in laboratori clandestini che fanno una concorrenza «sleale» alle aziende italiane, questa volta erano i due sessantenni, titolari di due storiche e solide aziende a conduzione familiare, una di Como che realizza clichè e cilindri per stampe e una di Bulgarograsso che stampa tessuti, a gestire l’affare. Secondo i finanzieri i due avrebbero ricevuto la «commessa» da un 48enne grossista di Biella ritenuto l’ideatore della filiera, nel cui magazzino è stata ritrovata gran parte dei capi contraffatti.
L’indagine ha preso il via proprio dopo un controllo effettuato nel pieno centro della Chinatown milanese. Secondo gli investigatori il «business» andava avanti da qualche mese.
