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Il paese del buon gusto
aprile 16th, 2009 · by Folo
Stiamo ancora a parlare di libertà di espressione, confermando ancora una volta che l’Italia è in grado solo di assomigliare a una democrazia senza però riuscirci pienamente. In un paese democratico esiste la legge e un cittadino può esprimersi liberamente a patto che non la infranga. Puoi dire le peggio cose di qualcuno a patto che non siano false. Il limite è quello, non c’è nemmeno discussione.
Nell’Italia delle televisioni invece vige la legge del buongusto e a giorni alterni per giunta. E’ di cattivo gusto ad esempio che Vauro faccia una vignetta con le bare dei morti in Abruzzo, ma non che il premier Silvio Berlusconi all’Aquila proprio stamattina dichiari che “per le dimensioni del disastro i morti sono stai anche pochi, sono trecento ma potevano essere molti di più, nella sfortuna siamo stati fortunati”. Dimensioni del disastro che in paesi preparati non fanno vittime.
E’ di cattivo gusto che Marco Travaglio dica in prima serata che il palazzo della prefettura dell’Aquila è stato evacuato intorno alla mezzanotte, tre ore prima della tragedia, senza allertare nessuno. Non lo è che nessuno si sia chiesto se questo fatto sia vero o meno.
Ancora: brutto dire che la protezione civile non era preparata per un evento simile, così come le strutture frutto di una cultura speculativa. E non vedere i giornalisti svegliare gli sfollati per incalzarli con domande fondamentali tipo “Perchè state dormendo in un auto?”.
Siamo al salone del gusto e chi non è invitato resti fuori.

#1. Bass scrive:
Condivido, ci mancherebbe…ma la vignetta di Vauro faceva cagare, più che altro per una questione di rispetto. Non per questo va censurato…così è regime