culture
Lo spirito del bosco
febbraio 3rd, 2009 · by Bass
Un bosco animato da figure bizzarre, grandi occhi scolpiti nelle cortecce, animali immaginari che osservano coloro che si perdono lungo il percorso: nel «Sentiero dello spirito del bosco» alle falde del Corni di Canzo, il sogno di bambino diventa realtà, immaginazione e fantasia. E’ lo scultore bergamasco Alessandro Cortinovis, l’autore del «bosco che vive»:un percorso dedicato alle «sensazioni» nella Valle Ravella fra i boschi, nel territorio montano di Canzo.
Un chilometro e mezzo, per circa un’ora di cammino lungo un vecchio tracciato che era quasi scomparso. Il sentiero collega la località Primo Alpe al Terzo Alpe a quota 900 metri. La caratteristica che rende questo sentiero unico in Italia è proprio la presenza di numerose sculture «a cavallo fra opere dell’uomo e opere della natura», come spiega chi le ha realizzate. Sono una cinquantina le installazioni visibili lungo il percorso.
«Molte di queste opere sono difficili da scoprire – spiega Alessandro Rapella, che ha seguito il progetto -. Il sentiero è come un viaggio. Una volta entrati nel bosco ci si fa trasportare dalla fantasia e dalle proprie emozioni. Anche gli adulti per qualche istante ritornano bambini. Abbiamo pensato a questo luogo perché la Val Ravella è facilmente raggiungibile con la ferrovia delle Nord che si ferma a un quarto d’ora da un bosco stupendo e per la grande attenzione che il territorio di Canzo ha sempre dedicato alla cultura della propria natura».

Il «Sentiero dello Spirito del bosco» viaggia parallelo al vecchio Sentiero Geologico intitolato al grande naturalista svizzero e abitante a Canzo per tanti anni, Giorgio Achermann che scelse proprio questo luogo per diffondere la sua cultura.
Cortinovis, abilissimo scultore e intagliatore di legno con un raro talento nel riuscire a vedere oltre le apparenze è diventato l’autore del bosco che tocca il lato emotivo delle persone che si inoltrano fra le fronde degli alberi.

«Molte sculture sono appena accennate, molte sono nascoste e bisogna andare a cercarle, molte si trovano in posizioni strane – spiega ancora Rapella -. Alcune sculture sono destinate a deteriorarsi e torneranno a far parte della natura».
Poiché il bosco di Canzo è una «creatura in movimento» ci sono ancora tante idee che i responsabili dell’Ersaf hanno intenzione di sviluppare. Presto il sentiero si animerà anche di sculture in pietra, verrà realizzato un labirinto fra gli alberi e i visitatori potrebbero trovarsi presto davanti ad un bivio senza alcuna indicazione davanti al quale sarà difficile scegliere in quale direzione proseguire.

#1. Anonimo scrive:
BELLO DIBBRUTTO!!!DEZ