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L’orrore dall’inferno
gennaio 12th, 2009 · by Bass
Tre bambini morti, con gli occhi ancora socchiusi e le bocche spalancate, avvolti in grembiuli usa e getta, di quelli sterili che utilizzano i chirurghi. Una scatola colma di arti mutilati, braccia e gambe, dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai ragazzini che avevano cercato riparo in una scuola delle Nazioni Unite. “Fingo una telefonata urgente, mi congedo, in realtà però mi dirigo verso i bagni, mi piego in due e vomito”.
E’ troppo anche per Vittorio Arrigoni, 33 anni di Bulciago, abituato all’orrore che la guerra tra Israele e Palestina semina ogni giorno tra la popolazione inerme. Una testimonianza preziosa quella che il ragazzo, figlio del sindaco del paese Egidia Beretta, propone dal sito dall’emblematico nome Guerrilla Radio. Preziosa perchè raccontata da chi è sul posto, a Gaza City, nel cuore della battaglia, e quindi vera, non filtrata dai mezzi di informazione e interessi di parte. Ma anche perchè estremamente rara.
E’ infatti tra i pochi italiani rimasti in quella striscia di terra del Medio Oriente che simboleggia lo scontro tra culture diverse, ma anche il tentativo da parte di tanti, lui compreso, di trovare una soluzione. Vittorio Arrigoni, Utopia come si definisce su Facebook, è approdato in Palestina, in un campo profughi, nel 2003, dopo precedenti esperienze di volontariato in Russia, Ucraina, Estonia, Polonia, Repubblica Ceca, Croazia, Togo, Ghana e Tanzania, solo per citare alcuni luoghi.
“Mi convinsi subito della necessità di attuare le migliori azioni di interposizione non violenta – spiega l’attivista – nel tentativo di frenare i ripetuti massacri dell’esercito che milita sotto la Stella di David ai danni di civili”. In pratica funge da scudo umano. L’anno scorso è stato arrestato per il suo impegno a favore dei diritti umani, o meglio sequestrato, dai militari di Tel Aviv. Una brutta esperienza che però non gli ha impedito prima di Natale di tornare in quello che ormai considera il suo posto, dove, ancora una volta, è divampata una vera e propria guerra.
“Siamo già arrivati a quota 688 vittime, 3.070 i feriti, 158 bimbi uccisi, decine e decine i dispersi – racconta il 33enne – Solo ieri si sono registrati 83 morti, 80 dei quali civili. Il computo dei civili israeliane, fortunatamente, è fermo a 4″. Cifre comunque destinate a salire, perchè si spara ormai casa per casa. “Non lo sento direttamente da una settimana – riferisce la mamma – Per interposta persona so che è vivo. Spero che la fortuna continui ad assisterlo, perchè ad essa e solo ad essa è legata la sopravvivenza in quei luoghi”.

#1. azz scrive:
Mi sembra di ricordare che i nazisti per ogni fuggitivo da campi di concentramento uccidessero 10 uomini…