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Green spirit vs repressione
novembre 24th, 2008 · by Bass
Il 30 novembre il Canton Ticino voterà il referendum sulla depenalizzazione delle droghe leggere, a cinque chilometri di distanza dal confine il ministro Maroni chiede maggiori controlli perchè i drogati sono tutti drogati e in quanto tali vanno perseguiti.
Se il referendum dovesse passare riapriranno le porte dei famosi “Green spirit”, “Power flower”, “Monnalisa”…chiusi dal 2003. Mentre in Italia siamo saldamente legati all’idea di ”canna- eroina-tossico” da anni i ticinesi hanno già di fatto depenalizzato il concetto di droga leggera chiudendo un occhio sulla coltivazione di marijuana ad uso personale e sottraendo quel mercato alla criminalità. Nessuno dei politici italiani se n’è accorto, ma sarebbe stata una vera delusione constatare che nelle strade di Chiasso e Mendrisio non girano orde di tossici con le siringhe nelle braccia a chiedere moneta.
Quando i canapai svizzeri erano aperti, anche in Italia (con un confine di mezzo) era praticamente scomparso il fumo “mafioso”. Per intenderci “cioccolato”, “marocchino” o “caramello” low-quality. Da Chiasso fino a Milano, l’apertura dei canapai oltreconfine aveva di fatto annientato il mercato nero delle droghe leggere. Un mercato, visto l’alto numero dei consumatori, che garantisce un sacco di soldi sicuri alla criminalità.
Anche se il referendum non dovesse passare, gli Svizzeri avranno comunque dato una dimostrazione di come sia possibile almeno dialogare su certi temi lasciando da parte la “tolleranza zero”, la “repressione” e tutti gli slogan sbandierati in Italia. Se invece dovesse passare…bèh entro fine anno le dogane svizzere apriranno per l’adesione a Schengen.

#1. alfonso nonimo scrive:
e il peggio è che qui in italia c’è chi la faccia tosta di parlare di fallimento del modello svizzero o del modello olandese…