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Immigrati, salvateci dalla crisi

novembre 11th, 2008 · by Bass

barbas.jpgZero professionalità, ma la paga è assicurata: la provincia di Como, con le sue industrie, una delle più colpite d’Italia dalla crisi con il record di richieste di cassa integrazione salite solo in un anno del 300%, scopre  che senza immigrati non può più campare.

Ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare da un pezzo. Ai forni ci lavorano i nordafricani, nelle trafilerie albanesi e romeni, e poi ci sono le industrie chimiche, la produzione e il trattamento dei metalli, le riparazioni, i trasporti, le manutenzioni, gli alberghi e la ristorazione….l’economia gira grazie alla manodopera straniera e finora i politici avevano fatto finta di ignorare.

Oggi non si può più. Gli imprenditori sono in ginocchio. Chiedono una risposta. Nella provincia della Lega Nord, del “Maumet fo di ball”, la richiesta per salvare l’economia è: “Stranieri aiutateci voi”. Sono quasi 1500 gli immigrati che UnionCamere, con l’annuale indagine Excelsior, chiede di inserire nel tessuto economico locale per rilanciare l’economia.

C’è un disperato bisogno tanto che le imprese comasche hanno garantito che si tratta di posti non stagionali che sarebbero già garantiti se solo venissero ampliate le quote di immigrati destinati alle imprese del territorio.

by Bass


9 Commenti

  • novembre 11th, 2008
  • #1. Anonimo scrive:

    Crisi economica in Spagna 2008-2009: il Governo pronto a bloccare l’immigrazione e anche le assunzioni dirette all’estero. Massimo nazionalismo. E’ la soluzione giusta?

  • novembre 12th, 2008
  • #2. Fabio scrive:

    A me sta storia della crisi non convince. Io vedo che di lavoro nelle aziende ce n’è un casino solo che intimoriti da quello che succede nel resto del mondo stanno tutti un po’ attenti a non rischiare troppo. Si diminuiscono le ore di lavoro, in alcune aziende soprattutto legate al ferro e all’acciaio si lavora solo fino al giovedì e nonostante quello i magazzini sono pieni di lavoro da fare. Secondo me si stanno cagando sotto tutti inutilmente, infatti c’è continua richiesta di manodopera non qualificata.
    Poi crisi crisi un cazzo: i nostri parlamentari si sono appena alzati lo stipendio di 1300 eure nette al mese

  • novembre 12th, 2008
  • #3. Anonimo scrive:

    fabio dicci dove lavori che magari andiamo un cv…io vedo solo chiudere e licenziare…

  • novembre 12th, 2008
  • #4. Anonimo scrive:

    non ci sono cazzi, le aziende in Brianza hanno spadroneggiato per un sacco di anni trasferendo una parte della produzione nei paesi dove la manodopera costava meno. Molti operai l’anno presa nel culo. Ora che la crisi è diventata globale tutto ritorna…

  • novembre 12th, 2008
  • #5. Anonimo scrive:

    Le aziende brianzole per un sacco di anni hanno spadroneggiato trasferendo una parte delle loro produzioni nei paesi dove la manodopera costava meno. Ora che la crisi è diventata globale tutto ritorna

  • novembre 12th, 2008
  • #6. Anonimo scrive:

    Quelli che lo prendono per primi nel culo sono gli operai assunti con le cooperative che hanno contratti di una settimana o al massimo di un mese. Da un giorno all’altro si ritrovano senza lavoro e per la legge è tutto regolare. Cazzo nelle nostre trafilerie la situazione è drammatica

  • novembre 15th, 2008
  • #7. luca scrive:

    beh la crisi c’è, ed è normale che ci sia è ciclica la cosa, non mi ricordo più chi disse che: “chi pensa che in un mondo finito ci possa essere una crescita produttiva esponenziale , o è un pazzo o un economista…”
    la gente và in panico se FIAT o GENERAL MOTORS vanno in malora perchè non si vende più, beh forse si dovrebbe cambiare le metologie produttive e rallentare il sistema perchè il tempo della rivoluzione industriale e della produzione in serie di Ford &Co. è passato e il tutto sta andando verso il collasso… certo oppure si può dare finanziamenti (ovvero soldi che forse si potrebbero spendere in altro di più utile tipo la CULTURA) per salvare queste società, nella speranza che la crisi passi..per poi attenderla di nuovo…

  • novembre 15th, 2008
  • #8. Lybell scrive:

    in effetti non hai tutti i torti, ma ci sono famiglie in grave difficoltà: cosa gli si dice, “morite di fame perchè tanto è normale?”.

  • novembre 15th, 2008
  • #9. luca scrive:

    no, spero di non essere sembrato consenziente alla crisi attuale ed ai suoi effetti sulla popolazione, anzi la mia riflessione è posta proprio al fatto che se non avviene un cambiamento (come può essere cambiare il modello di produzione per esempio con la “decrescita felice”) tutto ciò si ripeterà.. è un pò come costruire un castello con le carte, prima o poi ricade tutto..
    noi tutti paghiamo questa crisi, e c’è chi rischia la fame per un rimedio a mio giudizio temporaneo ed errato perchè anziche risolvere il problema lo posticiperà..

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