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Il potere delle parole
ottobre 28th, 2008 · by Bass
Come possono le aggressioni della polizia in città civilissime come Parma e Ferrara diventare ”incidenti”, effetto disorto degli ordini di “tollerenza zero” che sentiamo ripetere nei telegiornali, le missioni dei nostri bombardieri in Afghanistan diventano interventi di “peace keeping” e i licenziamenti continuare a essere chiamati “esuberi”?
E’ tutta colpa delle parole e di chi le controlla. Diventa sempre più difficile per chiunque districarsi nel labirinto del lunguaggio politicamente scorretto usato per nascondere o modificare un concetto “cattivo”. Il vocabolario della maggiorparte dei mass media non si dà preoccupazioni di esattezza e divide la società in “noi” (gente di buon senso, che lavoriamo, che non siamo razzisti….) e “quegli altri”, sempre generico (che vengono a rubarci il lavoro, che sono delinquenti…).
Intanto i tagli ai servizi sociali diventano “riforme“, i reati commessi dai personaggi in vista sono solo “errori”, gli insulti diventano “battute” e i repubblichini sono chiamati “ragazzi”. La storia prende un’altra piega se chi, chiamato a commentare la deriva fascista-razzista-xenofoba, sostiene che in Italia ci sono altri problemi nonostante una costituzione i cui pilastri poggiano proprio sull’antifascismo.
Ve li ricordate i titoli dei giornali solo pochi mesi fa? “Massacrati in casa, si cerca una banda di romeni”, “Violentata e rapinata, caccia a giovane romeno”…erano più o meno tutti allineati sul concetto di romeno come sinonimo di criminale. Il tempo passa e improvvisamente, attraverso una pubblicità, scopriamo invece che siamo tutti amici.
La costituzione è l’unico riferimento intoccabile dell’unità nazionale ma un gruppo parlamentare di maggioranza si rifiuta di distribuirla nelle scuole del Nord come se quelle parole scritte in un momento storico di crisi e profondo rinnovamento rappresentassero qualcosa di diseducativo. Stiamo perdondo la memoria e i nostri principi fondamentali confusi come siamo dalla scarsa considerazione che abbiamo delle parole e del loro significato.
Thanks to Bartezzaghi

#1. alfonso nonimo scrive:
e i ciechi diventano “ipovedenti”, i neri “di colore”, i gli handicappati “disabili” poi “diversamente abili”, i bidelli “personale non docente”… sembra che abbiamo paura delle parole. bah.