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Libera informazione allo sbando
settembre 24th, 2008 · by Bass
Con il nuovo Decreto Tremonti Beppe Grillo diventa il cavallo di Troia di una battaglia che indendeva moralizzare ma che finirà per cancellare voci consegnando al mercato il diritto costituzionale per ogni cittadino alla libera informazione.
L’articolo 44 della legge 133 del 6 agosto 2008 ha decretato la scomparsa di oltre 20 testate cooperative e non profit. Ecco il perche:
Con il Decreto Tremonti quei contributi che sono stati assegnati per oltre vent’anni a quelle testate secondo criteri certi, hanno perso il titolo di diritto soggettivo, cioè di un importo certo ed esigibile, e sono stati vincolati allo stanziamento di bilancio. Succederà che ogni anno il Governo stabilirà in Finanziaria quanto destinare all’editoria non profit e di partito; e potrà decidere quanto dare e a chi.
Il settore è in crisi profonda. Da anni le vendite dei quotidiani sono in calo vertiginoso e nemmeno inserti, giochini, enciclopedie e manuali del fai-da-te (la droga dei bilanci) sono stati in grado di tappare l’emorraggia dei principali gruppi. Figuratevi qual’è la situazione delle piccole testate e degli editori puri.
Con una mossa si affonda il pluralismo, si creano le condizioni per chiudere una ventina di testate, in un paese che soffre di un oligopolio televisivo nel quale domina l’impresa del presidente del Consiglio e da un progressivo processo di concentrazione anche nella carta stampata. Sul campo rimangono solo i gruppi forti che alle spalle i gruppi economici dominanti.
Risulta così che il maggior percettore di sostegni dello Stato dal Fondo per l’editoria è la Mondadori, e chi rastrella prima di tutti, le risorse pubblicitarie, sottraendole anche alla carta stampata è la Fininvest.

#1. Verga scrive:
Mah…per anni lo stato ha finanziato fogli e foglietti di partito, vedi “Il Campanile” di Mastella, opuscoli, settimanali, mensili, annuali, tutta cartaccia che nessuno ha mai letto, creata ad hoc per ricevere i famosi stanziamenti.
Nella gamma sono presenti anche testate di qualita’ ?
D’accordo, ma allora la palla passa ai lettori e ai cittadini.
Come per tante altre situazioni, ognuno ha la stampa che si merita !!! Se davvero la minaccia della scomparsa di un’ informazione libera e plurale potra’ smuovere le coscenze, che ci si mobiliti per evitarla. Come ? Comprando i giornali, sottoscrivendo abbonamenti. Se a nessuno interessa, perche’ buttare tanti soldi ?
Ci lamentiamo tanto degli sprechi e del clientelismo e quando qualcuno prova a far qualcosa, seppur discutibile nella forma, gli gettiamo merda addosso ? Senza ragione ?
Riflettiamo prima di erigerci a paladini della liberta’ e, visto che parliamo di informazione, informiamoci sulla vicenda in senso lato, non costruiamo la nostra tesi su qualche nozione sporadica presa qua e la’. Questi sono discorsi da bar, senza alcun senso.