news, opinioni
Realtà e percezione
Agosto 6th, 2008 · by ilbarba
Lo scrive chiaramente Guy Dinmore sul Financial Times, ma nessuno lo ripete alla nazione: il tasso di micro-criminalità italiano è tra i più bassi d’Europa.
Non lo dice lui, perché gli gira, lo dicono i dati statistici delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea. E non è certo un repentino cambiamento di tendenza avvenuto grazie allo spiegamento di 3000 soldati nelle città, ma una linea che ci segue da tempo. Ciò che gli statisti s’aspetterebbero da tale dato, sarebbe che la percezione di insicurezza della nazione calasse di conseguenza.
Ma in un’Italia in cui i media, e chi li influenza, calcano la mano sull’invasione di extracomunitari (criminali in quanto tali), sulla crescente percentuale di crimini da essi commessi (sempre inferiore a quella commessa da italianissimi cittadini), sulla pericolosità di violenze sessuali da essi perpetrate (pure queste inferiori a quelle riguardanti nuclei famigliari di italiana stirpe) e su tutto quanto possa fomentare xenofobia, questo dato non si rileva.
Molte domande sorgono spontanee:
1-Per quale motivo si accresce volontariamente un senso di paura collettivo?
2-Quali sono i meccanismi che permettono a tutto questo di trovare terreno fertile?
3-Come si riportano i cittadini alla realtà?
Il discorso sarebbe assai ampio, ma prendiamo in considerazione queste sole 3 questioni.
Alla prima domanda si potrebbe rispondere con il semplice riportare alla mente “il maccartismo” o “il regno del terrore” tanto decantati altrove ed in altri tempi; non certo buoni ricordi, no?
Rimane il fatto che, anche senza essere complottisti o maniaci, un sospetto che questo pilotare la percezione di pericolo funga da catalizzatore per l’attenzione comune, viene, visto che una seconda ricerca dei medesimi statisti indica che, sempre in Italia, ci sia il 2° più alto tasso europeo di tutela della corruzione. Insomma, il più vecchio trucco degli illusionisti, attiro l’attenzione verso il fazzoletto, mentre nell’altra mano tengo l’uccello padulo.
La seconda domanda trova risposta più semplice, nella natura umana di primato. Ogni essere umano tende ad avere paura del diverso in quanto non lo conosce, ha paura che esso possa prendere il suo posto, dimostrarsi migliore o più semplicemente affermare nuovamente la mediocrità che si rifugge.
La mente e lo spirito umani hanno bisogno di fede, fiducia, tranquillità o sicurezza. Questi stati d’animo possono essere reali o percepiti. La mente umana fatica a comprendere la differenza tra l’una e l’altra solidità. Puntare su insicurezze fondamentali dell’animo umano è, da sempre, il campo dei più grandi truffatori della storia: le religioni, le superstizioni e la politica.
Questo governo non ha inventato nulla di nuovo, sta sfruttando un trucco vecchio quanto il mondo, che ha portato a tragedie quali l’olocausto, l’inquisizione, le crociate e molte altre carneficine autorizzate. Questo mio chiamare in causa tragedie di tali dimensioni, non è altro che la conferma dello stratagemma. Qualcuno di voi avrà percepito quale condivisibile questo allarmismo, qualcuno di voi l’avrà percepito quale esagerazione strumentalizzata. Avete ragione entrambi. Dovreste applicare quest’analisi a tutto ciò che appare sui mezzi di comunicazione.
L’unica soluzione alla terza domanda è conoscere:
ciò che questo blog e tanti altri cercano di fare perchè l’unico modo per evitare il declino è “sbattersi a pensare”. Aiutatevi a liberarvi. Imparate. Tenete sempre aperti gli occhi.
E godetevi l’unica vita che avete. Per ora.
Buone vacanze.

#1. l'elvis scrive:
uè metawood, ti saluto che ho finito per due settimane ,.., ,.