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Atomica: il male necessario?
Luglio 21st, 2008 · by Bass
Nonostante il portafogli sempre vuoto e una moto che succhia come un trattore, un pochettino sono contento che il prezzo della benzina sia così alto: qualcosa prima o poi dovrà cambiare. E se il prezzo sale alle stelle il cambiamento sarà ancora più rapido.
Vedo due scenari: uno è la lotta all’ultima tanica di benzina in un’anarchia post-atomica e mutoide; un misto fra Mad Max e Kenshiro, l’altro è quello di un mondo più pulito grazie alle tecnologie che permettano lo sfruttamento di energie alternative e l’utilizzo di nuovi carburanti meno inquinanti. Vedo l’elevato costo della benzina come il prezzo da pagare verso un futuro più consapevole nel rapporto fra uomo e natura.
Oggi però passa l’idea che nell’immediato le economie mondiali continueranno ad essere basate sul petrolio e che l’unico modo per tirare avanti è intestardirsi sulla ricerca di nuovi pozzi e sul braccio di ferro con i paesi arabi. Allo stesso modo viene pubblicizzato il concetto che il nucleare è il male necessario per ridurre le emissioni di co2 nell’atmosfera.
Se è vero che l’effetto serra è l’esempio più eclatante del fallimento storico dell’economia di mercato è anche vero che lo sfruttamento dell’atomo continua ad avere dei rischi non trascurabili. C’è il problema cruciale di come smaltire le scorie destinate a rimanere radioattive per migliaia di anni. Gli impianti atomici non hanno mai mantenuto le promesse di energia abbondante a basso prezzo sbandierate all’epoca della costruzione. Su questi temi sembra che alcuni governi (come il nostro) stiano letteralmente improvvisando con proclami senza alcun fondamento scientifico. Mi chiedo poi come facciamo a condannare il progetto dell’Iran di produrre energia nucleare, se anche noi ci proponiamo lo stesso programma?
Mi è capitato sotto mano un articolo del sociologo Anthony Giddens che dice: “A fronte del cambiamento climatico, le soluzioni ideali non sono a portata di mano. Si dovranno prendere alcune decisioni molto difficili, una delle quali sarà il ricorso al nucleare”. Forse Giddens non ha torto, ma gli incidenti, che continuano a verificarsi anche negli impianti francesi (considerati i più all’avanguardia) ci ricordano che l’uomo forse non sarà mai in grado di modificare completamente la natura.

#1. Anonimo scrive:
“Mi chiedo poi come facciamo a condannare il progetto dell’Iran di produrre energia nucleare, se anche noi ci proponiamo lo stesso programma?”
forse perchè il loro dittatore ha dichiarato apertamente di volere annientare Israele?