concerti, culture, recensioni
Rock Werchter 2008
Luglio 9th, 2008 · by Ge
Wretzzerchs. Impronunciabile nome di piccola cittadina belga, dispersa nelle campagne a nord di Bruxelles. Ospita un immenso festival che conta migliaia di persone. Cinque navigati sbarbati dal 3 al 6 luglio là si sono diretti con intenti criminosi. Niente doccie, mangiatoie di maiali per lavandini, cessi impraticabili. Fango e pioggia, mutande indicibili.
Cibo fritto, tutto fritto, birra annacquata e niente alcool. Organizzatori pedanti, braccialetti e pass e code. Nativi poco festanti. Temerari ed armati di beveraggi esterni e carichi di buona birra da vicino paesiello abbiamo scoperto il significato della parola “RockandRoll”. Si può tradurre come “Abbiamo fatto schifo al cazzo, ma ne è valsa la pena”. Due palchi e vista
quadrupla.
Segue ristretta recensione musicale causa numero di suonatori bypassando avventure etiliche per motivi di ritegno.
Counting Crows: seguiti poco, non ispiravano, stile americana.
Mika: ve lo raccomando, voce insostenibile per musica buona in un centro commerciale durante orario spesa.
LennyKravitz: ci sa ancora fare, lo dice sua mamma, chitarra esemplare ed emozioni da vecchi pezzi. Brillante.
ShameBoy: gran successo elettronico per il solo motivo che suonavano sotto un tendone mentre pioveva a dirotto. Mi hanno fatto venire sonno.
Soulwax: si dicono buone cose, gran movimento di corpi danzerecci, ma non mi hanno affatto colpito.
Rem: in prima serata: magnifici. Stipe è una vera star, coinvolge e tiene la scena. Ottima scelta di scaletta con molti grandi datati successi. Da applausi.
The Chemical Brother: grande show notturno, pirotecnico ed ipnotico. Da vedere sicuramente: è di grande effetto. Lo spettacolo però era
identico a quello dello scorso anno: forse basta vederli e ballare una volta sola.
TheBlackBoxRevelation: Belgi, saranno una rivelazione. Frizzante quasi rock. Anche visti da lontano hanno buon impatto. Bravi.
Monza: Penso dovrebbero fare i gommisti al GranPremio.
Slayer: La calca di metallari sotto al palco direi proprio abbia assai gradito. Nonostante il mio gusto personale concordo. Il ciccione tutto tatuato con il pizzone e il cantante anzianotto in versione calabrese doc meritano affetto.
Jay-Z: Sentirlo mi ha messo fame di porcate indigeribili, ma almeno qualche topa in costume ballava sinuosamente.
TheVerve: Vestito di giallo Ashcroft è i Verve. Il gruppo pare la sua ombra ormai. Piaccia o non piaccia il suo stile british calza ancora a pennello.
Duffy: Biondina, la scambiavo per una pornostar. Non credo di esserci andato molto lontano.
ZitaSwoon: Band belga di uno dei componenti dei più famosi Deus. Ero curioso e mi hanno in parte deluso. Bravi sono bravi e si sente, ma credo abbiano preso inclinazioni troppo variegate, fiati e coriste soul.
NeilYoung: è ancora giovane dentro come recita il nome. Un idolo, sventola i pochi capelli in compagnia della moglie corista. Con la chitarra sarebbe in grado di fare perfino degli gnocchi. Emozionanti pezzi da Harvest, da riverenza.
Moby: Chiuso l’altro palco non rimaneva che lui da ascoltare la notte. Immensa calca per grande movimento. Non mi è parso eccezionale, ma per carità, tanto rispetto.
Non ricordo cosa stessi facendo il pomeriggio.
BenHarper: Criminali innocenti compresi. Bello show, pezzi vecchi e nuovi, trascinante nel suo stile. Godibilissimo nel pomeriggio.
SigurRos: Geniali, da polluzione notturna, serafici. Tra i migliori, così mi raccontano: io mi rotolavo per terra ahimè.
RadioHead: Ero in piedi. Li avevo appena visti con fredda delusione a Milano. Qui il riscatto è stato totale. Stesse luci, stessi pezzi, stesso occhio mezzo chiuso. Ritengo oggi siano una delle band più in forma al mondo. Tanti applausi.
Come ieri, più di ieri.
The Raconteurs: Scegliere loro per NickCave (Grinderman) in contemporanea è stato doloroso. Nicola Cava dicono sia stato sublime. Ma i ragazzi di JackWhite non hanno affatto deluso, li candiderei al podio. Con due dischi all’attivo hanno coperto uno show memorabile: mi manca ancora la voce.
KaiserChiefs: Dopo due pezzi ho preferito scolarmi qualche birretta.
Justice: Erano attesi, c’erano già croci in fila dallo spettacolo precedente. Non mi sono affatto parsi all’altezza: credo il loro singolo abbia avuto
troppa fortuna. Comunque we are your friends la si cantava spesso in campeggio.
Beck: Capello lungo e occhiali da sole di quelli che trovate nelle uova di pasqua. Il miglior stoccafisso mai sentito. Ho temuto di avere tendenze omosessuali. Strepitoso.
Deus: Giocavano in casa. Acclamati dal pubblico belga per l’ultima gran serata. Bello show notturno si, ma non credo siano più geniali quanto lo sono stati nei decantati inizi.

#1. Anonimo scrive:
cherridere! bravo ge