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Parlamento Caritas
Giugno 20th, 2008 · by Ge
Pare alla gente non importi che i reati sotto i dieci anni (stupri casalinghi e processo Mills-Nano compresi) slittino di un anno per “allarme pubblico” (ma di chi?). Sembra non interessino la recettiva libertà di stampa e la giustizia. Chissà perchè.
Proviamo a far di conto allora, forse le schiene schiave ragioneranno meglio. Il ministro Sacconi (ex nemico giurato dei sindacati) e compagnia al seguito, sputa i primi papabili provvedimenti in materia di lavoro.
Vediamo se ci capiamo qualcosa:
- La “class action“ non ci piace, nemmeno alla soubrette di Confindustria Mercegaglia.
- Il decreto morti-bianche, ultimo atto prodiano, è da bloccarsi: prevedeva in sunto pene più severe e penali per i datori di lavoro in caso di incidenti tra i dipendenti e fondi per maggiori controlli.
- “L’incongruenza” è da cancellarsi. In maniera elementare si dichiarava un guadagno annuo e si dichiarava altresì il numero di lavoratori dell’azienducola. Dai due dati si poteva calcolare la produttività della forza lavoro. Un modo semplice per controllare eventuale lavoro in nero (se mi cucco centotrenta e siamo in due, cazzo deh: due superman o trenta neri?).
- La responsabilità della sicurezza è del ricevente subappalto, non di chi vincente cede terzi esterni appalto stesso. Pescegatto piccolo forse nella rete, pescecane grande in libertà.
- Soppressione articolo 188. Recitava sommariamente: ogni licenziamento consensuale indi discusso (per fortuna forma più snella burocraticamente che non cacciare senza giusta causa) va firmato, enumerato, datato. Prima, specialmente per le donne, si usava il nascosto ricatto di assunzione previa firma in bianco (Ti assumo? Ok, ma se finisci in maternità e che altro? Licenziata: ecco la firma!). La
registrazione in stile scontrino fiscale la bloccava. - Possibile la reintegrazione del famigerato contratto a chiamata. (Apro un mutuo? Aspetta, magari domani alle sei di mattina mi chiamano per lavorare, senno forse dopodomani).
- E altro, incomprensibile, ancora.
Grazie alla libera informazione a noi raccontano di un Little Jonh che strangola Robin Hood per improbabile tax petrolifera. Grazie alla stessa si grida No ai fannulloni come io potrei ben gridare tra gli applausi No alla pioggia. Ancora, tra un fraintendimento e l’altro, non c’è grazia per le gobbe dei somari.
Forse la carta-pay Carità di cui tanto si parla, per papabili poveri (quali e quanto poco?) smozzica fame, allevierà le pene di chi, fottutamente, non ha scelto la differenza. Nel mentre il gradimento per il governo sale. Dateci caritatevolmente briciole, sorrideremo.Nel mentre frustateci a sangue: ci avete convinto il sadomasochismo sia piacevole.

#1. freerider scrive:
un paio di questioni: mi raccontavano di un disegno europeo per l’elevaneto del limite di ore di lavoro settimanali dalle attuali 48 a 56 (che se ci aggiungi un buon sonno e un paio di pasti al giorno fanno praticamente una palla al piede); l’Italia era ovviamente favorevole, dato che ora gli straordinari vanno remunerati di +, mentre la Spagna si opponeva. Sapete qualcosa?
E invece per quanto riguarda i contretti di lavoro personali anzichè collettivi?..Sono ancora caldeggiati dal governissimo del figlio di puttana? Consistono in una speculazione per cui tu risulti assunto a tempo indeterminato (e le statistiche dell’occupazione di Sherwood godono…) per una cifra concordata tra le parti e a condizioni di contribuzione, TFR e ricattabilità estreme.
A quando la cartellonistica con scritto: “Il lavoro rende liberi”?…