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Rage Against The Machine rock Modena
Giugno 17th, 2008 · by Savo
Avete mai venduto qualcosa a qualcuno? Avete mai notato quanto la merce influisca sul rappresentante? Provate a pensare a quanti tipi di venditori esistano: quello che punta ai soldi in qualsiasi situazione, quello viscido e tutto apparenza, quello con stile ed esperienza che sa come venderti la paccottiglia e poi… poi c’è quello tranquillo, che ti guarda e ti aiuta a capire che il suo, senza troppo stare a sbrodolare, è il prodotto migliore.
Non ci sono cazzi: provate a mettermi di fronte mille band, ma di gente capace di regalare (perché il prezzo del biglietto l’hanno superato in merito) tutta quella energia, quella sincerità, quella precisione e quel trasporto, ce n’è proprio poca.
Saranno state le migliaia di persone che sudavano e pogavano e saltavano e vivevano tutte quelle vibrazioni rabbiose che, anche se sempre troppo basse di volume, sapevano mescolarti le budella; saranno stati i due schermi che hanno aiutato a tuffarsi nel clima semplice e diretto di un palco che non conteneva quattro persone, ne reggeva cento, con la carica di mille, con la forza di un popolo; saranno stati gli anni d’attesa di certo non disattesi, ma la rabbia contro la macchina ha esploso i propri colpi uno ad uno, senza lesinare.

Presentandosi al pubblico nell’ormai abituale tenuta da prigionieri del braccio della morte, con una Bombtrack quel giusto lenta da farti capire che il messaggio deve arrivare, come si fa con chi deve imparare e non con chi emula senza cervello, i quattro veterani del tanto bistrattato crossover, hanno fatto capire che di frecce al proprio arco, ne hanno ancora. E tante.
In una molotov di canzoni con più di 1/3 dal primo album, ed il meglio da tutti gli altri (compresa Renegades of Funk dall’album di cover), lo stadio di Modena ha preso fuoco per un’ottima ora e mezza, ha bruciato le energie e le gole di una folla numerosa sin già dal pomeriggio, ma non certo stanca, anzi, desiderosa di altra benzina, assetata di altre parole, note e tanto, tanto sudore.
Non ce n’è di cazzi, quelle canzoni sono storia, sono attualità, sono messaggio vero, sincero, sentito e da diffondere; e quei quattro lo sanno benissimo che il loro messaggio è ben meglio di tanti altri, non te lo fanno pesare, anzi, si divertono e si commuovono a vederti interessato, partecipe e vivo per raccontarlo. E la schietta esecuzione riesce soltanto a crescere con le parole di protesta poco prima della chiusura, parole che avrebbero dovuto essere scritte, per non volare via.
Io mi ricordo solo che mentre tutto il corpo era dolorante e mentre un nodo in gola si stringeva sempre più forte, il mio cuoreanimacervello ha sentito che “le strade sono nostre, e dobbiamo combattere perché rimangano tali”. E se pensate di non avere le energie sufficienti per riprendervi la libertà che vi spetta… andate a sentirvi un concerto dei Rage against the machine. Punto.
foto e video: bass


#1. Anonimo scrive:
Mioddio Savo, hai descritto perfettamente ogni sfumatura di quella notte…
Sabry