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Con Mazzini, Cavour, Garibaldi e Almirante.
Maggio 29th, 2008 · by Ge
« il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l’Italia abbia mai tentato. Chi teme ancor oggi che si tratti di un’imitazione straniera non si accorge di ragionare per assurdo: perché è veramente assurdo sospettare che il movimento inteso a dare agli italiani una coscienza di razza […] possa servire ad un asservimento ad una potenza straniera »
Noi vogliamo essere, e ci vantiamo di essere, cattolici e buoni cattolici. Ma la nostra intransigenza non tollera confusioni di sorta […] Nel nostro operare di italiani, di cittadini, di combattenti – nel nostro credere, obbedire, combattere – noi siamo esclusivamente e gelosamente fascisti. Esclusivamente e gelosamente fascisti noi siamo nella teoria e nella pratica del razzismo”
Sono parole di un vecchio, fatto a nuovo eroe. Direttore di scena della compagnia di Eleonora Duse; duchi di Cerza Piccola alta nobiltà napoletana; cronista presso il quotidiano fascista Il Tevere; Firmatario nel 1938 del Manifesto della razza; dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista La difesa della razza.
Propinatore nella difficile bonaria terra italica delle teorie naziste; partecipante alla campagna d’Africa e creatore della Repubblica Sociale Italiana, a Salò, come guardia nazionale e gerarca; ministro culturale del gabinetto mussoliniano; camicia nera impegnata nella lotta ai partigiani.
“Autobiografia di un fucilatore” nel dopoguerra, sicuro il tribunale della repubblica sconfesserà tali falsità. Clandestino fino al ‘46. Post fondazione partitica Movimento Sociale Italiano si inalberò per l’italianità, contro il divorzio (nonostante uso di nuova legge), per la questione irrisolta di Trieste ed Alto Adige. A chi lo accuserà di essere stato fucilatore risponderà con la giustizia della pena di morte durante il piombo degli anni settanta.
Amnistia concessa per la strage di Peteano. Oltre Democrazia Nazionale e il Fronte della Gioventù nell’87 lascierà la carica al suo prediletto delfino: Gianfranco Fini. Manca ad essere poco esaustivi l’appoggio a Craxi per l’attuazione del decreto legge per la liberalizzazione del mercato televisivo.
Non basterebbero i punti, le virgole e gli interrogativi per continuare questa lunga carriera e biografia. Basti dire che a Roma il nuovo Sindaco intitolerà lui una via e che in questi giorni il delfino presidente della Camera ha discusso di lui come grande statista, si citi non perdonando quelle idee che nell’infausta italia erano comuni. Comuni, spero, non a noi. Forse.
Perchè:
Nessuno potrà dare del fascista a chi è nato nel dopoguerra”
Benritrovati in veste nuova e senza memoria.

#1. savohead scrive:
giusto per fare una battuta …
“Non basterebbero i punti, le virgole e gli interrogativi per continuare questa lunga carriera e biografia.”
sì, ok, ma quelli che usi, mettili giusti … eheh …
scherzuo … è giusto per sdrammatizzare la cosa, anche se non ci si riesce, visto l’andazzo …