inchieste, news

Brianza a tempo determinato

Marzo 10th, 2008 · by Bass

disoccupazione

Roberto stava consegnando la posta, aveva 21 anni, viveva a Parè ed era precario. Il 25 gennaio scorso aveva firmato il contratto con Poste Italiane. Un contratto che doveva scadere fra pochi giorni.

Questa mattina Roberto, mentre guidava il suo scooter  da postino sotto la pioggia si è schiantato contro un furgone ed è morto.

Altro che Brianza capitale del lavoro, qui la gente avrà pur voglia di spaccarsi il culo ma a che prezzo?

La realtà occupazionale comasca vive un momento particolarmente difficile: i dati che arrivano dai centri per l’Impiego provinciali dicono, per il 2006, che solo il 27,8% dei contratti sottoscritti nel Comasco sono stati a tempo indeterminato.

Sono in  tutto 14.232 i nuovi contratti a tempo indeterminato, mentre quelli a tempo determinato raggiungono quota 45,5% (23.309), quelli di apprendistato, per loro natura a termine, l’8,4% (4.304), e quelli di “somministrazione lavoro”, ossia gli interinali, il 18,3% (9.379).

E se nel secondo trimestre del 2007 i contratti a tempo determinato sono percentualmente aumentati fino al 47,1% del totale (9.825), nel terzo sono ulteriormente cresciuti raggiungendo quota 47,7% mentre quelli a tempo indeterminato sono scesi al 23,2% (4.837) nel secondo trimestre e al 23,3% (4.568) nel terzo;  gli interinali sono anch’essi scesi al 14,1% (2.935) nel secondo trimestre e al 14,6% (2.865) nel terzo.

Sono una quarantina i portalettere precari che lavorano a Como. Spesso sono giovani a cui si chiede di consegnare chili e chili di lettere perchè assegnati in zone scoperte da giorni e quindi a stare in strada più ore di quelle previste dal contratto. Tutto questo unito alla manutenzione dei mezzi tutt’altro che puntuale e consegne durante giornate in cui piove a dirotto come oggi

commenta Marco di Vico, sindacalista responsabile del settore poste.

A far compagnia al popolo dei precari ci sono i 500 ex lavoratori che in questi mesi sono stati messi in mobilità, in vista di un prossimo licenziamento, o in cassa integrazione.
Una situazione non proprio rosea per un territorio da sempre considerato il fulcro di un’economia vivace.

by Bass


14 Commenti

  • Marzo 12th, 2008
  • #1. il porta posta scrive:

    io ho provato a farlo, 800 euro in nero al mese per lavorare 3 ore scarse al giorno, ho visto di peggio, con tutto il rispetto per roberto, pace all’anima sua

  • Marzo 12th, 2008
  • #2. Anonimo scrive:

    il problema ora è che le morti sul lavoro che fanno notizia sono quelle che si verficano nei cantieri o nelle aziende, la morte di sto povero cristo passerà come un normale incidente stradale

  • Marzo 12th, 2008
  • #3. Anonimo scrive:

    si ma porta posta…tu non sei morto

  • Marzo 12th, 2008
  • #4. il porta posta scrive:

    e grazie, mica colpa mia, stavo solo dicendo che per quello che facevo guadagnavo fin troppo, mica volevo denigrare la sua morte ci mancherebbe altro

  • Marzo 12th, 2008
  • #5. gianfri scrive:

    in effetti è una morte bianca un po’ atipica…è vero anche che il posto in posta, se indeterminato, è un po’ come fare 13 al totocalcio…ciò non toglie il cordoglio per Roberto

  • Marzo 12th, 2008
  • #6. bass scrive:

    Un operaio si toglie la vita perche’ non gli viene rinnovato il contratto a termine: “una nuova tragedia della precarieta’”. Il tragico fatto, riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, e’ avvenuto in un’azienda del gruppo Thyssenkrupp, la Berco di Rocca Canavese e la vittima e’ un 39enne, padre di due figli. L’uomo, prima di impiccarsi in casa, ha lasciato un biglietto alla moglie: ”Ho perso il lavoro e con quello la dignita’. Scusami”.

  • Marzo 12th, 2008
  • #7. gianfri scrive:

    nella drammaticità di episodi come questo emerge la rabbia di una considerazione semplice, come le aspettative di vita di quegli eroi della quotidianità che continuano a pane e bastonate sui denti a portare avanti questo paese: perchè nessuno fa un cazzo?… perchè i sindacati non convocano uno sciopero generele ad oltranza?… perchè i lavoratori non rispondono come una classe compatta invece di muoversi come un gregge spaventato dalla minaccia di perdere anche quel poco di pascolo che ancora gli è concesso?…Cosa deve succedere perchè la gente scenda in piazza a riprendersi quella dignità che in 20 anni la classe dirigente gli ha lentamente succhiato via dal midollo?…
    Per ora la gente che soffre preferisce appendersi per non affrontare la vergogna. MA QUALE VERGOGNA PER DIO…Quella di non poter far fronte agli obblighi familiari (imposta da una società di pseudo-vincenti) o quella di non riuscire a farsi valere come lavoratori e come uomini?

  • Marzo 12th, 2008
  • #8. tasso scrive:

    Faccio l’avvocato del diavolo e dico….quali soluzioni proponete??

  • Marzo 12th, 2008
  • #9. gianfri scrive:

    faccio lo stronzo e dico che poteva appendere il suo datore di lavoro…così, giusto per dare uno spunto a Confindustria, per parlare di qualcosa di intelligente invece che di business e soldi e indotto e troie…

  • Marzo 12th, 2008
  • #10. Anonimo scrive:

    MA VAI GIANFRI FACCI VEDERE, FACCI SENTIRE COSA SAI FARE;

  • Marzo 12th, 2008
  • #11. gianfri scrive:

    bravo #10 te continua a prenderlo in culo di traverso

  • Marzo 12th, 2008
  • #12. fra scrive:

    #8. tasso scrive:

    Faccio l’avvocato del diavolo e dico….quali soluzioni proponete??
    … ma cosa vuol dire?? cazzo, ci sono persone che sono pagate per trovare delle soluzioni, mica ci può pensare il lavoratore! c’è gente più competente e pagata profumatamente per farlo, che lo faccia per la madonna!! e se non lo fa è giusto che lo si gridi ai quattro venti piuttosto che responsabilizzare il povero cristo che deve tirare avanti la baracca con la paura del rinnovo del contratto..

  • Marzo 13th, 2008
  • #13. Anonimo scrive:

    ma sto povero cristo di postino non se l’è cagato proprio nessuno però

  • Marzo 20th, 2008
  • #14. bass scrive:

    Boom dei contratti a termine nel 2007, anno che si
    chiude, dopo un vero e proprio crollo, con un leggerissimo aumento dei contratti a tempo indeterminato. Lo rivelano le statistiche
    dell’osservatorio provinciale del lavoro appena pubblicate che, per il quarto trimestre dell’anno scorso, rivelano come i contratti a
    tempo determinato abbiano toccato la percentuale del 52,2% del totale di 19.311 contratti siglati in questo periodo, mentre nel
    2006 erano stati il 45,5%. Gli interinali sono scesi a quota 11,7% (contro il 18,3% di dodici mesi fa), e quelli a tempo
    indeterminato al 23,9%, solo un anno fa erano però il 27,8% del totale: unica nota positiva il fatto che nel terzo trimestre erano
    scesi ancora più in basso al 23,3% e al 23,2% nel secondo trimestre dell’anno, invertendo quindi la tendenza negativa negli ultimi
    tre mesi del 2007.

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