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Mars Volta: Vaya Concierto!

Febbraio 28th, 2008 · by Bollett

Mars VoltaQuello che si è celebrato ieri sera all’Alcatraz di Milano non è stato il concerto di una Prog Band. Chi c’era sa che non è stato un evento inaspettato, ma la conferma che per fare grande la musica servono grandi musicisti, ma anche grande creatività e una giusta dose di libertà e follia per inseguirla. E raggiungerla.

Emozioni. Erezioni. Sensazioni. Follia. Ritmo. Salite. Discese. Forza. Delicatezza. Poesia. Psichedelia. Balìa. Passione. Passività. Sconvolgimento. Musica. Suono. Dimensione.

I Mars Volta hanno regalato tutto questo e molto di più in uno spettacolo “assurdo” durato più di due ore e mezzo. Un tempo infinito per chi già si aspettava il solito concertino da Alcatraz: quelli che alle 11 tutti a casa. Invece Omar Alfredo Rodriguez-Lopez e Cedric Bixler Zavala ci hanno messo tutti a letto. Sembrava non volessero mai scendere dal palco.

Inizio in sordina, con i suoni ancora da calibrare e un ritmo travolgente che scatena i primi accenni di un pogo emozionato ma non ancora convinto. Non c’eravamo. Non c’era feeling con l’audience. Anche loro se ne accorgono.

Giro di vite - il “dinamico duo” di El Paso inizia a fare e a dare il meglio: una miscela di suoni e sensazioni che lasciano tutti senza fiato. Assoli e jamming lunghissime con rientri millimetrici che sembrano improponibili.

Il sudore inizia a colare copioso dall’esile figura di Omar, come sempre vestito di tutto punto e appeso a quella chitarra mancina che sta trascinando tutti nel vortice delle sue paranoie. Adesso il pubblico è attento; in attesa. Diventa parte dello show. I Mars Volta ne hanno il controllo completo; saliamo piano e scendiamo in picchiata come e quando loro vogliono.

Tutti stanno fermi sul posto, rapiti da un suono che sa di acido di batteria.
Una sensazione di impressionante padronanza dello stage. Tutti i musicisti si seguono con lo sguardo; perché anche loro rischiano di perdersi nel delirio di una jam senza una pausa, senza una parola tra un pezzo e l’altro.

Di colpo è passata un’ora e mezzo e quando tutti si aspettano una chiusa, 5 degli 8 musicisti si concedono un break con due brani di voce e chitarra.
Una tirata di orecchi di Cedric ad Omar che sbaglia il giro di chitarra di Asilos Magdalena ci riporta tutti con i piedi per terra.La voce di Cedric è ancora cristallina nonostante quasi due ore di strilli e acuti.

Poi tutti ancora on stage per un finale trascinante che lascia il sottoscritto senza forze, un amico senza voce e un altro senza capelli…

Morale - comunque e dovunque vi troviate, se amate la musica e avete la possibilità di assistere ad un live dei MarsVolta, fatelo. Vi farete un grande regalo.

Myspace.

by Bollett


3 Commenti

  • Febbraio 28th, 2008
  • #1. bass scrive:

    io sono quello senza capelli e con l’orecchio destro sputtanato. Bel report per uno dei concerti più spiazzanti di sempre. Nonostante la fama ottenuta, il duo, accompagnato da una grande band, ha dimostrato ancora il coraggio di improvvisare. A volte sbagliando. Suoni psichedelici, bolle di suoni distorti, funk, latino-america, assoli di chitarra arabeggianti. Il batterista dall’attitudine afro è un treno in corsa. Con uno così finisci per stordire e narcotizzare il pubblico. I mars volta sono stati grandi perchè hanno suonato per due ore e mezza nonostante la serata del giorno prima a zurigo e quella di domani da qualche altra parte in europa. Non è da tutti, ma si vede che ci credono fino in fondo al progetto. Belli anche i pezzi dell’ultimo disco (the bedlam in goliath) e soprattutto “aberinkula” che apre il nuovo lavoro con l’assolazzo superdistorto.
    L’unica cosa che mi ha lasciato un po’ perplesso è la pettinatura del vocalist: che cavej!!!

  • Febbraio 28th, 2008
  • #2. Anonimo scrive:

    gran bel report, complimenti

  • Marzo 1st, 2008
  • #3. Anonimo scrive:

    super report bollet***
    robi

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